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Certificato medico integrativo INPS: miglioramento della procedura per la domanda della disabilità

La gestione dell’accertamento della disabilità in Italia, ex invalidità civile e legge 104/92,  sta per cambiare profondamente grazie alla riforma introdotta dal decreto legislativo 62/2024 che prevede, tra le altre cose, che l’INPS diventerà l’unico ente responsabile per il riconoscimento della disabilità. Nell’aambito del miglioramento della procedura l’INPS sta man mano impleentando le procedure tecniche per invio delle domande secondo la nova normativa; nell’ambito di questo percorso, è stato introdotta la possibilità di invio del certificato medico integrativo, una tipologia di certificato che era già prevista per la vecchia procedura dell’invalidità civile ed ora implementata anche nella procedura della riforma della disabilità.

Il certificato medico integrativo è un documento sanitario digitale che consente al medico certificatore di aggiornare o modificare il certificato medico introduttivo già inviato all’INPS e la sua introduzione è stata annunciata dallo stesso INPS con il messaggio numero 1980 del 23-06-2025.

Nel messaggio 1980/2025 viene precisato che il certificato medico integrativo può essere usato per:

  • aggiornare diagnosi e prognosi,
  • aggiungere nuove patologie insorte successivamente alla data di invio de certificato introduttivo oppure “dimenticate” in occasione della compilazione dello stesso certificato introduttivo,
  • modificare le informazioni sull’intrasportabilità e quindi eventualmente richiedere la visita di accertamento a domicilio.

Viene anche precisato che NON può essere utilizzato per modificare:

  • dati anagrafici (nome, cognome, CF).
  • residenza e domicilio.

In caso di errore riguardante i dati anagrafici con impossibilità all’identificazione corretta del richiedente, l’unica possibilità è, almeno per il momento, l’invio di una mail a: sperimentazionedisabilita@inps.it per chiedere l’annullamento e quindi la possibilità di invio di un nuovo certificato con i dati corretti.

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Ricordo che alla data di compilazione di questo articolo, la riforma è in fase sperimentale dal 1° gennaio 2025 nelle province di:

  • Catanzaro, Frosinone, Salerno, Brescia, Firenze, Forlì-Cesena, Perugia, Sassari, Trieste

Dal 30 settembre 2025 la sperimentazione sarà estesa anche alle province di:

  • Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Aosta e Trento

Il sistema sarà attivo in tutta Italia a partire dal 1° gennaio 2027.

Quando è possibile inviare il certificato medico integrativo?

Il certificato medico integrativo può essere inviato dal medico, solo fino alla convocazione a visita da parte dell’INPS. Dopo quella data non sono più ammesse modifiche.

Nella comunicazione INPS non viene precisato se il certificato integrativo può essere redatto esclusivamente dal medico che ha inviato l’introduttivo o anche da un medico differente; nella “vecchia” procedura , ancora in uso nelle province non sede di sperimentazione, ciò è possibile e in verità a mio parere sarebbe assolutamente opportuno ed utile; in seguito sicuramente l’INPS preciserà.

⚠️ e’ importante ribadire che con l’invio del certificato integrativo non vengono modificate la data di inizio dell’iter e neppure quella dell’eventuale prestazione economica. Vale sempre la data del primo certificato introduttivo.

Come si invia il certificato medico integrativo INPS

Il medico deve:

  1. accedere al portale INPS con le proprie credenziali SPID/CIE/CNS,
  2. recuperare il certificato medico introduttivo (in stato “presentato”),
  3. modificare i dati sanitari tramite la sezione dedicata,
  4. inviare il nuovo certificato integrativo.

Ricordo che sulla modalità di creazione/compilazione del certificato introduttivo l’INPS ha prodotto dei tutorial che potranno essere letti in questa pagina: link diretto alla pagina per lo scaricamento dei tutorial

Vantaggi per medici e cittadini

Secondo le intenzioni della nuova normativa e anche secondo quando si legge nei vari blog di associazioni di persone con disabilità, l’iter per l’accertamento della disabilità  avrebbe numerosi vantaggi:

per i cittadini:

  1. unico referente (INPS),
  2. più trasparenza e velocità,
  3. possibilità di aggiornare la documentazione clinica;

per i medici:

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  1. gestione online semplificata,
  2. rettifica dati senza ricominciare da capo,
  3. maggiore tracciabilità delle pratiche.

Devo a questo punto però far rilevare alcune cose.

Sulla gestione da parte di un unico referente non ho dubbi che possa esserci una certa convenienza per la persona richiedente, anche perchè l’INPS ha emesso, nel bene e nel male, parecchie linee guida sulle valutazioni da effettuare in casi particolari, ma anche in situazioni di patologie più comuni e questo dovrebbe rendere più omogene sul tarritorio nazionale le valutazioni.

Circa la maggiore velocità di effettuare gli accertamenti, sto alla finestra a verificare; in questo momento l’INPS non ha personale medico sufficiente per gestire tutti gli accertamenti sanitari, almeno nelle province della mia Regione e suppongo anche in altre; è ovvio che dovrà essere avviata una robusta campagna di assunzione di medici e altri componenti tecnici delle commissioni che spero venga avviata al più presto, sicuramente prima del 2027, quando il sistema sarà a regime su tutto il territorio nazionale.

Circa la possibilità di aggiornare la documentazione clinica, questo è valido se si invia la documentazione specialistica a supporto della domanda, ma questo è valido anche con la procedura attuale della “vecchia” invalidità.

Pe ciò che riguarda i medici certificatori, non ho ancora provato ad inviare una certificazione, in quanto la mia città non è sede di sperimentazione, ma mi giungono notizie di tempi assai maggiori per la compilazione del certificato introduttivo a cui si aggiunge la necessità che lo stesso medico certificatore invii contestualmente la documentazione.

Tempi più lunghi hanno naturalmente portato ad un incrremento del costo del certificato, anche di parecchio.

Nella vecchia procedura, in caso di errore, il medico certificatore, prima che venga presentata la domanda, ne compila un altro, riprendendo il vecchio e correggendo. Quello errato resta nel sistema INPS ma, non essendo agganciato ad una domanda amministrativa, attualmente obbligatoria per la vecchia ma attuale procedura, dopo 90 giorni cessa di validità e resta nella memoria del server INPS, pronto eventualmente ad essere ripreso per presentare una nuova domanda correggendolo opportunamente.

Conclusione

La riforma dell’accertamento della disabilità e il nuovo certificato medico integrativo INPS rappresentano un importante modifica di un sistema ormai rodato ma che in effetti mostra i segni dell’età e dovrebbe avere un importante impatto per tutto il sistema socio-sanitario italiano, naturalmente al netto di problemi che sicuramente si avranno nelle fasi iniziali.

I medici devono/dovranno  familiarizzare con le nuove procedure per offrire un servizio efficiente, mentre i cittadini possono finalmente contare su un iter più semplice e aggiornabile.

Link utili


Dott. Salvatore Nicolosi
Medico di Medicina Generale convenzionato con il SSN

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