ALLEGATO 1 ALLA DETERMINA 1 GIUGNO 2017

Denominazione: EPTACOG ALFA (rFVIIa) (NovoSeven).

Indicazione terapeutica: profilassi degli eventi emorragici in pazienti affetti da emofilia B congenita.

Criteri di inclusione:
pazienti in età pediatrica con inibitore ad alta risposta anamnestica (HR) per la prevenzione della artropatia emofilica;
pazienti con inibitore HR in attesa di iniziare un trattamento di induzione di tolleranza immunitaria (ITI) o che abbiano in corso tale trattamento in attesa della tolleranza immunologica;
pazienti con inibitore HR persistente a causa di insuccesso al trattamento di ITI o non candidati a tale trattamento a causa della presenza di fattori prognostici negativi o che espressamente rifiutino di eseguirlo, responsivi a rFVIIa, e che presentino:
frequenti episodi emorragici articolari (= 1/mese);
pregressi episodi emorragici gravi a rischio di vita, come un’emorragia intracranica o gastro-intestinale, con rischio di recidiva;
sviluppo di pseudotumor;
pazienti con inibitore, a qualsiasi titolo, che abbiano manifestato frequenti episodi emorragici e precedenti reazioni allergiche/anafilassi a seguito di esposizione a concentrati contenenti FIX.

Criteri di esclusione:
pazienti affetti da emofilia A congenita con inibitori;
pazienti affetti da emofilia B congenita con inibitore persistente a causa di insuccesso al trattamento di ITI o non candidati a tale trattamento a causa della presenza di fattori prognostici negativi o che espressamente rifiutino di eseguirlo, con ridotta frequenza di emorragie articolari (<1/mese), e/o emorragie ben controllate dal trattamento on demand con rFVIIa o, nel caso di basso titolo di inibitore, con concentrato di fattore IX.

Periodo di prescrizione a totale carico del Servizio sanitario nazionale: fino a nuova determinazione dell’Agenzia italiana del farmaco.

Piano terapeutico.
Il regime di profilassi andrà individualizzato in maniera da ottenere una risposta clinica ottimale, con una riduzione della frequenza delle emorragie totali e, in particolare, di quelle articolari, soprattutto nel caso di articolazioni «target».
Si consiglia un regime iniziale con dose di rFVIIa 90-120 µg/Kg/die, da praticare per almeno 3-6 mesi, con rivalutazione mensile del paziente nei primi 3 mesi di trattamento e, successivamente, almeno ogni tre mesi.
In caso di risposta clinica insoddisfacente, vale a dire, con riscontro di una riduzione della frequenza delle emorragie <50% rispetto a quella riportata nei 6 mesi precedenti all’inizio del regime di profilassi con rFVIIa, si consiglia di incrementare la posologia di rFVIIa, fino ad un massimo di 270 µg/Kg/die.
Nel caso di risposta clinica soddisfacente, in corso di profilassi con rFVIIa, con completa assenza di emorragie negli ultimi 3 mesi di osservazione, il regime di profilassi potrà essere modificato riducendo la frequenza delle somministrazioni della stessa dose di rFVIIa (90-120 µg/Kg) a giorni alterni. Persistendo l’assenza di emorragie nel successivo periodo di osservazione, il regime di profilassi potrà essere ulteriormente ridotto con somministrazioni della stessa dose di rFVIIa (90-120 µg/Kg) tre volte a settimana.
Nel caso di risposta clinica soddisfacente, a seguito di incremento posologico rispetto al regime iniziale prescritto, secondo gli stessi criteri sopra indicati, si procederà alla riduzione progressiva della posologia di rFVIIa mantenendo la frequenza di somministrazione quotidiana, fino alla dose di 90-120 µg/Kg/die.
Persistendo l’assenza di emorragie nel successivo periodo di osservazione, si potrà modificare la frequenza delle somministrazioni come sopra riportato.
In ogni caso il trattamento con rFVIIa in regime di profilassi andrà considerato limitato nel tempo. Un trattamento più protratto potrà essere valutato nel caso in cui la profilassi con rFVIIa sia stata intrapresa per un’emorragia grave che abbia posto in serio pericolo di vita il paziente, con possibile rischio di recidiva. In ogni caso, il medico responsabile, dovrà valutare l’opportunità di sospendere il trattamento, salvo poi riprenderlo, per l’insorgenza di condizioni cliniche che costituiscano nuovamente indicazioni a un trattamento di profilassi con rFVIIa.
In caso di concomitante trattamento di ITI, la profilassi con rFVIIa alla dose minima efficace dovrà essere continuata fino a quando sarà possibile gestire gli episodi emorragici mediante terapia sostitutiva con concentrati di FIX.

Altre condizioni da osservare: le modalità previste dagli articoli 4, 5, 6 del provvedimento datato 20 luglio 2000 citato in premessa, in relazione a: art. 4: istituzione del registro, rilevamento e trasmissione dei dati di monitoraggio clinico ed informazioni riguardo a sospensioni del trattamento (mediante apposita scheda come da provvedimento 31 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2001); art. 5: acquisizione del consenso informato, modalità di prescrizione e di dispensazione del medicinale; art. 6: rilevamento e trasmissione dei dati di spesa.

Dati da inserire nel registro.
Valutazione mensile nei primi tre mesi di trattamento, poi almeno ogni tre mesi, di:
frequenza di emorragie totali;
frequenza di emorragie spontanee;
frequenza di emorragie articolari;
frequenza di emorragia in articolazioni bersaglio.