Per i soggetti affetti da Autismo nuove linee guida INPS

Proprio in occasione della Giornata internazionale sulla consapevolezza dell’autismo è arrivata la notizia che il dottor Piccioni (coordinatore generale Medico-legale dell’Inps) aveva appena inviato alle sedi periferiche INPS una comunicazione affinché i soggetti con autismo, in ambito di invalidità civile e legge 104/92, venissero valutati su atti

Prima di qualche commento, leggiamo la comunicazione:

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Come si può leggere, in effetti, viene riconosciuta l’inutilità di un accertamento medico-legale slegato da qualsiasi logica clinica e si prende atto che le valutazioni espresse dalle strutture specializzate del Sistema Sanitario Nazionale sono più che sufficienti per esprimere serenamente corretti giudizi medico-legali.

Non ultima, viene ribadita la necessità di evitare disagi a minori e famiglie già pesantemente provate dalla malattia.

Circa i criteri da adottare per poter procedere ad accertamento su atti e i criteri valutativi da adottare, viene ripresa una “comunicazione tecnico-scientifica” inviata alle commissioni INPS già il 2 marzo 2015:

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Questa Comunicazione, a sua volta, doveva integrare la circolare INPS n. 5544, in cui veniva sostanzialmente disposto di non effettuare visite di revisione per i soggetti autistici fino al 18° anno, stante la loro effettiva inutilità, ad eccezione di casi molto lievi.

A seguito di ciò, nel certificato di presentazione dell’istanza è stata aggiunta una specifica opzione che permette l medico certificatore di segnalare che il soggetto richiedente è affetto da una patologia facente parte dello “spettro autistico” ed in tal caso la commissione dovrebbe operare secondo le indicazioni delle Comunicazioni tecniche di cui sopra.

 

Ma non si dimentichi che l’accertamento su atti avviene solo se la documentazione presentata ha i requisiti indicati nella  “comunicazione tecnico-scientifica” inviata alle commissioni INPS il 2 marzo 2015.

Mi pare infine utile far notare i criteri diagnostici indicati in questa comunicazione tecnico scientifica ed in particolare nella parte in cui vengono indicati i livelli di gravità e le modalità di loro individuazione al fine di permettere la concessione di indennità di accompagnamento.

 Nel DSM V sono previsti 3 livelli di gravità:

  • Livello 3 ==> è necessario un supporto molto significativo
  • Livello 2 ==> è necessario un supporto significativo
  • Livello 1 ==> è necessario un supporto

Per ciascuno di essi sono indicate le problematiche relative alla “comunicazione sociale” e ai “comportamenti restritti, ripetitivi”

Nella Comunicazione inoltre viene fatto rilevare che nella letteratura scientifica viene data una grande importanza prognostica al Quoziente Intellettivo (QI) non verbale in epoca prescolare.

Un QI non verbale inferiore a 50 sarebbe correlato ad una scarsisssima possibilità di raggiungere sia in adolescenza che in epoca adulta, una “adeguata” capacità di linguaggio e di interazione sociale e pertanto, a questi soggetti deve essere riconosciuta sia l’indennità di accompagnamento che la condizione di soggetto con  handicap in condizione di gravità (art. 3, comma 3 legge  104/92).

Ma nella comunicazione viene fatto rilevare che il QI non verbale non permette sempre di inquadrare correttamente il soggetto con autismo e quindi viene citata la VABS (Vineland Adpative Behaviour Scale), che permette di “misurare” l’autosufficienza personale e sociale nelle situazioni della vita reale permettendo così di valutare in modo più completo il soggetto  con autismo.

Quindi viene ribadito che la valutazione del soggetto autistico deve obbligatoriamente passare attraverso la valutazione clinica “globale” dei centri specializzati, al fine di evitare ” ... automatismi acritici nel giudizio medico-legale ...”, per la verità da me osservati in parecchie occasioni.

Dott. Salvatore Nicolosi

Consulente Servizi Medicina Legale INCA-CGIL di Siracusa


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