Guida domanda invalidità civile: la cecità

(aggiornato il 14 dicembre 2020)

I soggetti che hanno una grave riduzione delle loro capacità visive, fino alla cecità, hanno diritto ad una serie di benefici:

  • residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione. (visus corretto ≤ 1/20) => si tratta dei cosiddetti ciechi parziali o “ventesimisti”; il residuo visivo non superiore ad 1/20 deve essere nell’occhio migliore e comunque con correzione di lenti, se possibile; cioè ad esempio, un soggetto con cecità totale in un occhio e visus corretto di 1/10 nell’altro non è considerato “ventesimista” ma solo “ipovedente grave”. E’ considerato cieco parziale anche il soggetto il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10%.

I ciechi parziali hanno diritto ad esenzione del Ticket per farmaci in classe “A”e per le prestazioni specialistiche e di diagnostica di laboratorio e strumentale.

I ciechi parziali, nell’anno 2021, esattamente come nel 2020, hanno diritto ad una pensione di Euro 286,81 per tredici mensilità erogata dall’INPS (nel 2019 era di € 285,66); è necessario però che il reddito dell’anno 2020 non abbia superato la soglia di Euro 16.982,49 (nel 2019 il limite era 16.814,34).

a questo va aggiunto l’aumento previsto dall’articolo 70, comma 6, della legge 388/2000, Finanziaria 2001, per il 2021, come per 2020, 0 di € 10,33 (totale quindi € 295,99), ma solo se nel 2020 il pensionato non ha superato il reddito di €  6.112,08 se solo, ed € 12.757,29 se coniugato.

Secondo la sentenza della della Corte Costituzionale, sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, gli invalidi civili totali, i ciechi civili e i sordi con diritto a pensione e con età compresa tra 18 e 60 anni, hanno diritto agli stessi benefici di coloro che hanno più di 60 anni e quindi il cosiddetto “incremento al milione”, quindi la pensione puà lievitare fino a 651,51 Euro (Circolare INPS n. 107 del 23/09/2020)

Per avere diritto al beneficio sono necessari i seguenti requisiti reddituali (importi 2020):

    1. il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
    2. il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
      • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
      • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Viene erogata anche ai minori di 18 anni e ai maggiori di 65 anni.

Al 65° anno di età non si trasforma in pensione sociale ma l’erogazione prosegue;

la pensione per cichi parziali é incompatibile con la pensione sociale che quindi verrebbe eventualmente revocata.

L’INPS, nel 2021, eroga anche una “indennità speciale” di Euro 212,43 per 12 mensilità che viene concessa indipendentemente dal reddito (uguale al 2020, nel 2019 era € 210,61)

L’indennità speciale per i ciechi parziali è concedibile anche ai minorenni ma è incompatibile con l’indennità di frequenza.

E’ inoltre incompatibile con altre indennità simili concesse per cause di guerra, servizio o lavoro.

L’indennità è invece compatibile con la pensione spettante ai ciechi civili parziali.

Comunque anch’essa può essere erogata dopo il 65° anno di età e anch’essa è incompatibile con la pensione sociale.

  • Cecità assoluta (totale) => sono coloro che hanno totalmente perduto le capacità visive; sono riconosciuti ciechi totali anche coloro che hanno un residuo visivo praticamente insignificante (“motu mano”, cioè percezione al massimo del movimento della mano posta a pochi cm dagli occhi, “percezione luce” e “ombra e luci”) e coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3%.

I ciechi totali hanno diritto ad esenzione del Ticket per farmaci in classe “A”e le prestazioni specialistiche e di diagnostica di laboratorio e strumentale.

L’INPS, nell’anno 2018, eroga una Pensione di Euro 310,17 per 13 mensilità, che però sono ridotte a 286,81 se il cieco è ricoverato in un istituto con retta interamente o parzialmente a carico di un Ente Pubblico. Ciò però solo se il reddito dell’anno precedente ha superato la somma di Euro 16.982,49.

A questo va aggiunto l’aumento previsto dall’articolo 70, comma 6, della legge 388/2000, Finanziaria 2001, per il 2019 di € 10,33 (totale quindi rispettivamente € 320,40 ed € 297,14), ma solo se nel 2018 il pensionato non ha superato il reddito di €  6.121,83 se solo, ed € 12.796 se coniugato.

Anche ai ciechi assoluti si applica la sentenza della della Corte Costituzionale, sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, che prevede per agli invalidi civili totali,ai ciechi civili e i sordi con diritto a pensione e con età compreasa tra 18 e 60 anni, il diritto agli stessi benefici di coloro che hanno più di 60 anni e quindi il cosiddetto “incremento al milione”, quindi fino a 651,51 € (Circolare INPS n. 107 del 23/09/2020)

Per avere diritto al beneficio sono necessari i seguenti requisiti reddituali (importi 2020):

    1. il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
    2. il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
      • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
      • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

Secondo la sentenza della della Corte Costituzionale, sentenza n. 152 del 23 giugno 2020, gli invalidi civili totali, i ciechi civili e i sordi con diritto a pensione e con età compreasa tra 18 e 60 anni, hanno diritto agli stessi benefici di coloro che hanno più di 60 anni e quindi il cosiddetto “incremento al milione”, quindi fino a 651,51 € (Circolare INPS n. 107 del 23/09/2020)

Per avere diritto al beneficio sono necessari i seguenti requisiti reddituali (importi 2020):

    1. il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
    2. il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
      • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro;
      • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.

La pensione per cecità assoluta non viene concessa ai minori.

E’ cumulabile con altri trattamenti pensionistici concessi per invalidità (INPS, causa di servizio, servizio, causa di guerra).

In aggiunta, l’INPS nel 2021 eroga una “Indennità di Accompagnamento per ciechi assoluti” di Euro 938,35 mensili per 12 mensilità che è indipendente dal reddito (anche da lavoro che è permesso) ed è concessa anche ai minorenni (nel 2020 era € 930,99, nel 2019 era 915,18, nel 2017 era 921,13)

E’ eventualmente cumulabile con Indennità di Accompagnamento concessa agli invalidi civili o ai sordomuti, ma solo se le patologie per cui viene riconosciuto il diritto ad indennità di accompagnamento sono diverse da quelle che hanno provocato la cecità.

E’ incompatibile con altre indennità simili concesse per cause di guerra, servizio o lavoro.

E’ compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

La valutazione viene fatta secondo le indicazioni della Legge 3 aprile 2001, n. 138

Il 28 dicembre 2018 l’INPS, ha emesso un documento, a firma del Dott. Raffaele Migliorini, responsabile dell’UOC Menagment Sanitario Esterno, intitolato “Ulteriori istruzioni operative per l’accertamento della cecità civile che fa seguito a un documento del 2012, in cui vengono fornite istruzioni alle Commissioni INPS e ai propri medici facenti parte di Commissioni di Accertamento della Cecità Civile, al fine di garantire una maggione omogeneità dei giudizi sul territorio nazionale; non è un documento molto lungo, appena sei pagine, ma è piuttosto interessante e contiene spunti di rilievo.

Può essere letto/scaricato alla fine di QUESTA pagina, dopo un mio commento.

Per ulteriori notizie sulle agevolazioni concesse ai ciechi civili da ==> QUI


I deficit visivi con residuo visivo superiore ad 1/20 nell’occhio migliore potranno invece essere valutati secondo le indicazioni della tabella del DM 05/02/1992 , quindi nell’ambito più generale dell’invalidità civile.

Capitolo importante è quello delle distrofie corneali, per il quale in questo sito spesso rilevo accessi di soggetti che desidererebbero conoscere il grado di invalidità in forme più o meno rare di questo gruppo di patologie. Ma il discorso è allargabile a tutte le patologie dell’occhio che riducono le capacità visive in maniera più o meno accentuata.

La valutazione, in assenza di indicazioni precise in tabella, viene fatta sulla scorta del residuo visivo, secondo quanto prescritto da questa tabella che fa parte della tabella del DM 05/02/1992:

Terza parte: Tabella per la valutazione dei deficit visivi binoculari

VISUS9/10 a 8/107/10 a 6/105/10 a 4/103/102/101/101/20MENO DI 1/20
9/10 a 8/1002357101520
7/10 a 6/10235710152030
5/10 a 4/103571015203040
3/1057101520304060
2/10710152030406070
1/101015203040607080
1/2015203040607080100
MENO DI 1/20203040607080100100

La percentuale di invalidità si ottiene dall’incrocio del visus dell’occhio peggiore sulla prima colonna con quella dell’occhio migliore sulla prima riga.

Dal monitoraggio degli accessi al blog ho notato che spesso ricorrono ricerche sul significato e sui benefici ottenibili in caso di residuo visivo indicato in cinquantesimi (1/50, 2/50, etc); quindi inserisco una breve tabella a questo proposito:

RESIDUO VISIVO VALUTAZIONE
1/50 ==>
  • è peggiore di 1/20
  • è meglio di “motu mano” e simili
  • NO cieco totale
  • SI cieco parziale
2/50 ==>
  • è peggiore di 1/20
  • è meglio di “motu mano” e simili
  • NO cieco totale
  • SI cieco parziale
3/50 ==>è migliore di 1/20
  • NO cieco totale
  • NO cieco parziale
  • SI valutazione secondo tabella DM 05/02/1992: 70% circa
4/50 ==> è migliore di 3/50
  • NO cieco totale
  • NO cieco parziale
  • SI valutazione secondo tabella DM 05/02/1992: 60% circa

Ancora, nei certificati oculistici i deficit visivi possono essere indicati, oltre che in termini numerici, anche in altro modo; in questi casi esiste una corrispondenza indicativa che comunque fa rientrare questi casi all’interno della “cecità parziale” o della “cecità assoluta”:

Conta dita a 50 cm

Conta dita a 40 cm

Conta dita a 30 cm

Conta dita a 20 cm

Conta dita a 10 cm

CIECO PARZIALE

Motu mano

ombra e luce

visus spento

CIECO ASSOLUTO

Naturalmente nella tabella esistono altre infermità oculistiche suscettibili di valutazione:

cod.

APPARATO VISIVO

min. max.fisso
5001ANOFTALMO CON POSSIBILITÀ DI APPLICARE PROTESI ESTETICA//30
5002ANOFTALMO SENZA POSSIBILITÀ DI APPLICARE PROTESI ESTETICA3140/
5003CATARATTA (CONGENITA – TRAUMATICA – SENILE) SENZA RIDUZIONE DEL VISUS INTERVENTO CHIRURGICO POSSIBILE//5
5004CECITÀ BINOCULARE//100
5005CECITÀ MONOCULARE//30
5006CECITÀ MONOCULARE CON VISUS DELL’OCCHIO CONTROLATERALE SUP. 1/20 – INF. 3/508190/
5007CECITÀ MONOCULARE – VISUS CONTROLATERALE SUP. 3/50 INF. 1/10 CON RIDUZIONE DEL CAMPO VISIVO DI 30°7180/
5008CECITÀ MONOCULARE – VISUS NELL’OCCHIO CONTROLATERALE INF. 1/2091100/
5009CHERATOCONO – POSSIBILITÀ DI CORREZIONE CON OCCHIALI O LENTI CORNEALI//5
5010DIPLOPIA IN POSIZIONE PRIMARIA//25
5011DIPLOPIA NELLO SGUARDO IN ALTO//5
5012DIPLOPIA NELLO SGUARDO IN BASSO//20
5013DIPLOPIA NELLO SGUARDO LATERALE//10
5014DISCROMATOPSIA CONGENITA O ACQUISITA110/
5015EMIANOPSIA BINASALE//20
5016EMIANOPSIA BITEMPORALE//60
5017EMIANOPSIA INFERIORE//41
5018EMIANOPSIA NASALE//10
5019EMIANOPSIA OMONIMA//40
5020EMIANOPSIA SUPERIORE//10
5021EMIANOPSIE MONOCULARI CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE//20
5022EMIANOPSIE MONOCULARI SENZA CONSERVAZIONE DEL VISUS CENTRALE//60
5023MALATTIE DEL VITREO CON VISUS INFERIORE A 5/10//10
5024QUADRANTOPSIE – SUPERIORE O INFERIORE//10
5025RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO FRA 10° E 30° DAL PUNTO DI FISSAZIONE DI UN SOLO OCCHIO//10
5026RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO FRA 10° E 30° IN ENTRAMBI GLI OCCHI3140/
5027RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO INFERIORE A 10° IN UN SOLO OCCHIO//15
5028RESTRINGIMENTO CONCENTRICO DEL CAMPO VISIVO CON CAMPO RESIDUO INFERIORE A 10° IN ENTRAMBI GLI OCCHI//80
5031PERDITE DEL VISUS MONO E BINOCULARI (PUNTEGGIO COME DA TABELLA ALLEGATA) (*)///
5101COLOBOMA//5
5102CORIORETINITE – ESITI CICATRIZIALI SENZA RIDUZIONE DEL VISUS O CAMPIMETRICA//5
5103DISTACCO DI RETINA – OPERATO CON RECUPERO DELLA FUNZIONE//5
5104ECTROPION PALPEBRALE//8
5105ENTROPION PALPEBRALE110/
5106GLAUCOMA ACQUISITO1120/
5107GLAUCOMA CONGENITO//10
5108OCCHIO SECCO110/
5109PARALISI DEL M. ORBICOLARE110/
8005EPIFORA110/

Infine, solo a fine esemplificativo, faccio rilevare che la “cecità monoculare”  è valutata nella misura del 30%, insufficiente da sola ad ottenere qualunque beneficio.

TABELLA RIASSUNTIVA

Sintesi della legge 138/2001DM Sanità 05/02/1992
DEFINIZIONEResiduo Visivo (RV) in entrambi gli occhi, o nell’occhio miglioreResiduo Perimetrico Binoculare (RPB)Restringimento concentrico con campo residuo (CR), mono e bilaterale(M/B)
Cieco TotaleSpento, Ombra e luce, Motu manu<  3 %CAMPO RESIDUOCodice%
Cieco Parziale≤1/20 cc  o conta dita< 10 %<10° M502715
Ipovedente Grave≤1/10 cc< 30 %<10°  B502880
Ipovedente Medio-grave≤ 2/10 cc< 50 %10-30° M502510
Ipovedente Lieve≤ 3/10 cc< 60 %10-30° B502631-40

FONTI:

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50081&lang=IT

https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50077&lang=IT

Dott. Salvatore Nicolosi

Già consulente Servizi Medicina Legale INCA-CGIL di Siracusa