Assegno per assistenza personale continuativa

Spetta al lavoratore con una rendita per inabilità al 100% e che abbia menomazioni tali da rendere necessaria una assistenza da parte di un’altra persona per il compimento degli atti quotidiani della vita, naturalmente se non percepisce contemporaneamente un’altra provvigione analoga, ad esempio l’indennità di accompagnamento dell’invalidità civile.

Rispetto all’indennità di accompagnamento però, nel caso dell’Assegno per assistenza personale continuativa erogato dall’INAIL esiste un elenco di infermità che danno diritto al riconoscimento

Le malattie per il quale si ha diritto ad assegno per assistenza personale continuativa sono elencate nell’allegato 3 al T.U (QUI), ma comunque sono queste:
1) Riduzione dell’acutezza visiva, tale da permettere soltanto il conteggio delle dita alla distanza della visione ordinaria da vicino (30 cm.) o più grave;
2) Perdita di nove dita delle mani, compresi i due pollici;
3) Lesioni del sistema nervoso centrale che abbiano prodotto paralisi totale flaccida dei due arti inferiori;
4) Amputazione bilaterale degli arti inferiori:

  1. di cui uno sopra il terzo inferiore della coscia e l’altro all’altezza del collo del piede o al di sopra;
  2. all’altezza del collo del piede o al di sopra, quando sia impossibile l’applicazione di protesi;

5) Perdita di una mano e di ambedue i piedi, anche se sia possibile l’applicazione di protesi;
6) Perdita di un arto superiore e di un arto inferiore;

  1. sopra il terzo inferiore, rispettivamente, del braccio e della coscia;
  2. sopra il terzo inferiore, rispettivamente, dell’avambraccio e della coscia;

7) Alterazioni delle facoltà mentali che apportino gravi e profondi perturbamenti alla vita organica e sociale;
8 ) Malattie o infermità che rendono necessaria la continua o quasi continua degenza a letto.

Se l’evento che ha provocato l’infermità è avvenuto precedentemente al 1° gennaio 2007, oltre alle suindicate menomazioni, è necessario che il lavoratore sia stato riconosciuto con inabilità permanente del 100% con i parametri della tabella del Testo Unico.

Se l’evento è avvenuto il 1° gennaio 2007 e successivi, allora è sufficiente che sia presente una o più delle  menomazioni elencate.

L’Assegno viene concesso fino a che permane la necessità di assistenza continuativa, quindi è revisionabile, ed è di importo lievemente superiore alla analoga prestazione dell’Invalidità civile.

Da rilevare che, ai fini della concessione dell’assegno di assistenza personale continuativa, non ha alcuna rilevanza l’eventualità che la rendita sia ormai non più revisionabile, potendosi proporre l’istanza anche dopo la che la stessa sia ormai “cristallizzata”, quindi anche dopo il 15° anno dall’istanza nel caso delle malattie professionali e dopo il 10° anno dalla stabilizzazione dei postumi nel caso degli infortuni sul lavoro.

L’Assegno per l’assistenza personale continuativa:

  • non è cumulabile con l’analogo assegno INPS e neppure con l’indennità di Accompagnamento dell’Invalidità Civile,
  • non compete se l’invalido si trova ricoverato presso un Istituto con retta interamente a carico dell’INAIL o di altro ente pubblico,
  • non è riversibile ai superstiti,
  • non è assoggettata a tassazione IRPEF

Dal 1° luglio 2018 consiste in € 539,09

L’assegno per assistenza personale continuativa si ottiene presentando specifica istanza alla sede INAIL di residenza oppure su specifico parere del medico dell’INAIL stesso espresso in occasione di visita di revisione.

Decorre dal primo giorno del mese successivo alla richiesta da parte del lavoratore oppure dal primo giorno del mese successivo all’invito dell’INAIL per sottoporsi a visita di revisione

Pagina dell’INAIL relativa all’Assegno per assistenza personale continuativa : https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/prestazioni-economiche/assegno-per-assistenza-personale-continuativa.html

Dott. Salvatore Nicolosi

Consulente Servizi Medicina Legale INCA-CGIL di Siracusa