INPS: nuove linee guida per riconoscimento invalidità ed handicap nei minori con Diabete Mellito tipo 1

Pochi giorni fà è stato pubblicato dall’INPS un documento ufficiale a firma del Dott. Massimo Piccioni, Presidente della Commissione Medica Superiore dello stesso INPS, intitolato “La valutazione a fini di invalidità civile e handicap del minore affetto da diabete mellito tipo 1: Linee guida”.

E’ un documento indirizzato a tutte le Commissioni Mediche Territoriali che mette un punto fermo sulla valutazione dei minori diabetici, con un chiaro intento di omogeneizzazione sul territorio italiano.

Il documento è formato da una prima parte in cui viene riportata la classificazione eziologica del diabete, quindi una parte strettamente clinica sul diabete Mellito tipo 1 con epidemiologia, patogenesi, sintomatologia, complicanze e terapia.

Poi inizia una sezione dedicata all’impatto della malattia sulla famiglia del minore e quindi le problematiche socio-assistenziali conseguenti, con una particolare attenzione all’incidenza del diabete mellito sul percorso scolastico.

Tutto ciò premesso, inizia la sezione intitolata: “La valutazione del diabete mellito tipo 1 a fini di invalidità e handicap“.

In questa si legge:

“… L’acquisizione, da parte del minore affetto da diabete mellito tipo 1, della necessaria consapevolezza di dover convivere con una malattia cronica non guaribile, ma solo controllabile, e al contempo della indispensabile competenza a gestire il trattamento terapeutico, rappresenta un processo graduale, lento ed inevitabilmente legato alla sua complessiva maturazione psico-fisica. L’autonoma competenza alla terapia, infatti , non si esaurisce nella sola capacità manuale di auto-inoculazione del farmaco ma presuppone invece l’acquisizione di compiute capacità di critica, giudizio e autodeterminazione tali da permettere di fronteggiare nel modo più opportuno le estemporanee esigenze di adeguamento terapeutico proposte da variazioni dell’alimentazione o dell’attività fisica ovvero dalla comparsa di sintomi indicativi di una condizione di ipo o iperglicemia. Si tratta evidentemente di una attività cognitivo-volitiva tanto complessa quanto delicata e pericolosa per le possibili conseguenze di un errore valutativo. …”

.”

Proseguendo:

“, la Commissione Medica Superiore ritiene che per i minori affetti da diabete mellito tipo 1, si debba:

  1. riconoscere in ogni caso la sussistenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri dell’età, ai fini dello status di “minore invalido” e del conseguente diritto all’indennità di frequenza;
  2. riconoscere in ogni caso la sussistenza della condizione di handicap con connotazione di gravità, con previsione di revisione al raggiungimento dell’età adulta.”

 

Quindi viene data istruzione di:

  • riconoscere SEMPRE il dirittto a percepire Indennità di Frequenza
  • riconoscere SEMPRE la condizione di soggetto con handicap in condizione di gravità secondo il comma 3, dell’art. 3 della legge 104/92 senza revisione fino al compimento del 18° anno di età.

 

Premesso che mi sembra un ottimo documento che sicuramente rende giustizia a giovani e famiglie che vivono con ansia e difficoltà le problematiche insite nella gestione di una malattia tanto instabile in questa fase della vita, ho notato una piccola criticità, che però mi pare sicuramente superabile con una certa buona volontà da parte delle Commisione Mediche territoriali dell’INPS: in una ampia parte del territorio italiano il primo accertamento non viene effettuato dalle Commissioni INPS ma dalle Commissioni delle Unità Sanitarie Locali che non sono tenute a seguire le indicazioni delle linee guida INPS. Ma questo è superabile in quanto di queste commissioni fa parte sempre un medico dell’INPS, che può “spingere” la Commissione ad adottare i comportamenti indicati nelle linee guida o comunque modificare il giudizio chiamando ad accertamento diretto.

Per ciò che riguarda invece l’indennità di accompagnamento ai minori affetti da diabete mellito, il documento non si esprime con chiarezza, ma si legge anche: “…  A tal proposito non si può non ricordare che, pur in altri ambiti e a fini diversi, la capacità di autodeterminazione da parte del minore sia esclusa prima dei 14 anni di età e debba essere valutata caso per caso tra i 14 e 18 anni, risultando presunta solo al raggiungimento della maggior età. ...”

Sulla scorta di tale apparentemente sibillina affermazione, le Commissioni INPS tendono a concedere l’indennità di accompagnamento ai soggetti affetti da diabete mellito aventi età inferiore a 14 anni.

Del resto mi pare che possiamo benissimo affermare che a questa tenera età siamo molto al di la di una “difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni propri dell’età“. Dieta rigidissima, controllo spasmodico della glicemia più volte nelle 24 ore, notte compresa, attenzione maniacale a qualunque attività che potrebbe provocare una malattia respiratoria o gastrointestinale che potrebbe scompensare la glicemia; sono tutte attività che mettono a durissima prova i genitori.

La necessità di cura genitoriali per i bimbi molto piccoli con Diabete Mellito è talmente elevata che credo indubbio che siano sussistenti i requisiti per la concessione di indennità di accompagnamento.

Il documento “La valutazione a fini di invalidità civile e handicap del minore affetto da diabete mellito tipo 1: Linee guida” può essere letto e/o scaricato da QUI ⇓

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Dott. Salvatore Nicolosi

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