La Sindrome di Tietze è un processo infiammatorio acuto che colpisce le articolazioni condro-sternali, più frequentemente della 2a e 3a costa, ma anche l’articolazione sterno-clavicolare. Per la verità, secondo alcuni, si può parlare di Sindrome di Tietze quando il processo infiammatorio colpisce una solo articolazione; altrimenti, in caso di interessamento di più articolazioni, si parla di “osteocondrite”.

Deve il suo nome ad Alexander Tietze, un chirurgo tedesco del XIX secolo che la descrisse.

PSEUDONIMI:

  • costocondrite
  • sindrome costo-sternale

EPIDEMIOLOGIA.

La Sindrome di Tietze è considerata una malattia rara, ma probabilmente è sottodiagnosticata; è più frequente in donne con età compresa tra i 20 e i 40 anni, ma studi epidemiologici ne rivelano l’insorgenza in qualsiasi età, bambini ed anziani compresi. In studi su accessi in Pronto Soccorso per dolore toracico, con una percentuale compresa tra il 15% e il 30% è stata riconosciuta una osteocondrite.

La causa è assolutamente sconosciuta; sono state indicate cause traumatiche, infezioni, tumori, malattie reumatiche, particolari conformazioni della gabbia toracica.

SINTOMATOLOGIA

Il paziente avverte un dolore che viene descritto molto acuto, una sorta di “stilettata”, localizzato nella regione al passaggio tra le coste e lo sterno, ma anche tra la clavicola e lo sterno, che si acuisce con gli atti respiratori, con la tosse e con gli sforzi degli arti superiori; a volte si ha tumefazione (gonfiore) delle cartilagini interessate.

DIAGNOSI

La diagnosi generalmente è clinica; la pressione sulle cartilagini interessate infatti provoca vivo dolore; in caso di tumefazione della cartilagine, l’esame di RMN può evidenziare una sinovite dell’articolazione interessata e segni di impegno flogistico nell’osso adiacente.

La Sindrome di Trietze entra a far parte del grosso capitolo della diagnosi differenziale dei dolori toracici e quindi, in caso di paziente con dolore precordiale, da un lato occorre pensarci, dall’altro ritengo che anche segni suggestivi possono non essere sufficienti per escludere con certezza una coesistente patologia acuta cardiovascolare. Gli stessi studi prospettici su accessi in dipartimenti di emergenza per dolore toracico acuto hanno documentato, in una percentuale bassa ma comunque significativa, intorno al 6%, un infarto del miocardio in pazienti con dolore che si esacerbava con la pressione sulle articolazioni condro-sternali.

TERAPIA

La terapia consiste in antinfiammatori, cortisonici e paracetamolo; in casi persistenti sono stati utilizzate infiltrazioni locali con cortisonici e/o lidocaina. Si consiglia astensione da sforzi con gli arti superiori

Generalmente il dolore non dura più di qualche settimana al massimo, ma a volte può perdurare fino ad 1 anno.


Dott. Salvatore Nicolosi

Specialista in Medicina Generale