INPS: Pensione di Inabilità

 La legge 222/1984 prevede che un dipendente privato che si trova in una condizione di salute tale da rendere difficoltoso o impossibile lo svolgimento del suo lavoro, può richiedere all’INPS la concessione di specifici benefici previdenziali.

Pensione di Inabilità Lavorativa

E’ previsto dall’art. 2 della legge 222/84; Occorre presentare domanda di concessione della Pensione di Inabilità producendo idonea certificazione, nel caso specifico, a partire dal 1° settembre 2012, con un certificato su modello SS3 obbligatoriamente compilato ed inviato on-line da un medico dotato di apposite credenziali di accesso al sito dell’INPS (le stesse di quelle necessarie per il certificato d’invalidità civile). La domanda vera e propria deve essere presentata per via telematica tramite un patronato.

Il modello cartaceo SS3 (scaricabile da qui-> SS3-modello) ha ormai solo un valore storico e non può essere utilizzato.

REQUISITI CONTRIBUTIVI

Il lavoratore deve avere un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, oppure almeno 260 contributi settimanali;

di questi almeno 3 anni (oppure 156 contributi settimanali) devono essere stati versati negli ultimi 5 anni.

REQUISITO SANITARIO

Il lavoratore deve essere affetto da infermità che provocano una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualunque attività lavorativa

Quindi non esiste una tabella di riferimento

COMMISSIONE ACCERTANTE

Il lavoratore viene convocato presso la sede INPS di residenza e quindi sottoposto a visita da parte di un medico INPS il quale acquisisce la documentazione specialistica che viene prodotta e quindi esprime un giudizio. È sua facoltà, se lo ritiene oppurtuno e/o utile, fare sottoporre il lavoratore ad ulteriori visite specialistiche, con spese a carico dell’Istituto.

SE LA DOMANDA VIENE RIGETTATA

E’ possibile ricorrere presso il Comitato Provinciale entro 90 giorni dalla comunicazine di diniego; il ricorso deve essere presentato con il supporto di un ulteriore certificato medico sul modello SS3 e preferibilmente, a mio parere, con l’assistenza di un ente di Patronato il quale potrà fornire anche l’assistenza di un medico di parte in occasione della nuova visita.

SE VIENE RIGETTATO ANCHE IL RICORSO AL COMITATO PROVINCIALE.

E’ possibile promuovere un’azione legale presso il Giudice del Lavoro per il riconoscimento del negato beneficio; consiglio di rivolgersi ad un Patronato il quale potrà fornire consulenza legale e medico-legale e metterà a disposizione un Avvocato.

Il Dl 98/2011 ha introdotto alcune modifiche sostanziali delle modalità di ricorso giudiziario:

  • con l’assistenza di un avvocato occorre proporre il ricorso giudiziario con cui si espongono le condizioni sanitarie che provocano lo stato invalidante, allegando idonea documentazione medica specialistica e, se opportuno, una perizia di parte; con il deposito si interrompe la prescrizione;
  • il giudice, dopo lettura del ricorso, ordina la comparizione delle parti assieme ad un CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) per il giuramento.
  • il CTU, un medico, chiama a visita il ricorrente, alla presenza dei CTP (consulenti tecnici di parte), valuta la documentazione sanitaria, eventualmente dispone supplementi d’indagine, quindi redige e poi deposita la relazione di CTU (accertamento tecnico preventivo)
  • entro un termine perentorio fissato da giudice ma comunque non superiore a 30 gg., le parti dovranno depositare atto scritto di accettazione o di contestazione della CTU; il mancato deposito è considerata accettazione implicita;
  • l’accettazione provoca la omologazione giudiziale della CTU; con il provvedimento vengono anche ripartite le spese;
  • se la CTU e la successiva omologazione hanno dato ragione al ricorrente, l’INPS dovrà necessariamente pagare la prestazione entro i successivi 120 gg.;
  1. ma l’INPS a questo punto, eventualmente, può eccepire la carenza dei requisiti amministrativi. In questo caso il ricorrente, anche se vittorioso, dovrà intraprendere un’altro giudizio, questa volta nella forma ordinaria.
  • se la CTU viene contestata da una delle parti entro il termine indicato dal giudice tramite deposito di note di contestazione, allora si avvia una ricorso giudiziario nella forma consueta;
  • la sentenza però è inappellabile

SE LA DOMANDA VIENE ACCOLTA,

in prima istanza o dopo il ricorso al Comitato Provinciale, viene concessa la Pensione di Inabilità

IMPORTO DELL’ASSEGNO.

Viene calcolato aggiungendo all’anzianità contributiva maturata, ulteriori contributi sufficienti a coprire il periodo mancante al raggiungimento dell’età pensionabile indicata in 60 anni, ma fino ad un massimo di 40 anni di contributi totali.

Se ne ricorrono i requisiti, la pensione viene calcolata ed erogata con integrazione al minimo.

DURATA DELL’ASSEGNO.

La pensione viene concessa “per sempre”, nel senso che il lavoratore non deve più presentare istanza di rinnovo periodico, ma è facoltà dell’Istituto procedere a revisione e, se viene accertato un significativo recupero delle capacità lavorative, procedere alla revoca (dalla data della visita di revisione). In questo caso l’art. 4, comma 4 della legge 222/1984 prevede che: “Al pensionato di inabilità che, in seguito a recupero delle capacità lavorative, viene a cessare dal diritto alla predetta pensione, è attribuito il riconoscimento della contribuzione figurativa per tutto il periodo durante il quale ha usufruito della pensione stessa“. L’accreditamento è disposto d’ufficio, ma solo se la cessazione del diritto a percepire la pensione di inabilità è provocata dalla cessazione dello stato di inabilità e non per altre cause.

COMPATIBILITA’ ED INCOMPATIBILITA’

E’ incompatibile con qualsiasi attività lavorativa dipendente, ma anche con l’iscrizione ad albi professionali, o ad elenchi degli operai agricoli e dei lavoratori autonomi.

Non è cumulabile con rendite erogate dall’INAIL o con provvidenze per invalidità civile, se le infermità sono le stesse. In qualche caso, ad esempio, se l’nfermità INAIL per il quale il lavoratore percepisce una rendita, contribuisce parzialmente alla impossibilità a svolgere qualunque attività lavorativa, al lavoratore viene erogata una Pensione decurtata della cifra erogata dall’INAIL.

Ovviamente è incompatibile con l’indennità di mobilità e il trattamento di disoccupazione.

ULTERIORI NOTIZIE

Il beneficio decorre dalla data della domanda, o da altra data stabilita in sede di visita, se il lavoratore è disoccupato, altrimenti dalla data di sospensione dell’attività o cancellazione da albi o elenchi.

Il titolare di Pensione di Inabilità, può richiedere anche la concessione di Assegno Mensile per assistenza personale e continuativa. I requisiti sanitari sono sovrapponibili a quelli previsti per la concessione di Indennità di Accompagnamento (vedi QUESTA pagina e QUESTA pagina), così come sono uguali i requisiti amministrativi: non deve essere sottoposto a ricovero presso istituto con retta a carico dello Stato o di enti pubblici.

E’ riversibile ai superstiti.




QUALCHE CONSIGLIO.

In occasione delle visite di revisione disposte dall’INPS è indispensabile produrre una documentazione sanitaria completa e soprattutto AGGIORNATA. I sanitari INPS non possono (giustamente) valutare favorevolmente una cardiopatia il cui ultimo esame risale a tre anni prima oppure un diabete di cui non si producano né certificazioni né esami ematochimici.

In occasione di una visita disposta a seguito di ricorso al Comitato Provinciale per un negato riconoscimento, è indispensabile produrre ulteriore documentazione specialistica rispetto a quella prodotta in prima istanza, per permettere al medico INPS di giustificare serenamente l’eventuale cambio di giudizio.

Alle Commissioni occorre produrre documentazione aggiornata, completa e, non meno importante, veritiera.

Nel caso che il lavoratore non sia già titolare di Assegno di Invalidità, consiglio di procedere sempre con domanda di concessione di Pensione di Inabilità e, in subordine, di Assegno di Invalidità; infatti i requisiti per la concessione dell’Assegno sono meno importanti e più facile è ottenerne la concessione.

Dott. Salvatore Nicolosi


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  1. Buongiorno Dottor Nicolosi

    Le spiego la mia situazione brevemente .
    Un mese fa mi sono presentato davanti alla commissione medica con aggravamento della mia invalidità pari ( con commssione del 1990) al 50%.
    Il sottoscritto decise di intraprendere questo iter semplicemente per chiedere se vi era la possibilità di avere agevolazioni sulle visite dell’otorino , ogni qualvolta mi presente per controlli ( sordità congenità orecchio sinistro e acufene da ormai dieci anni).
    Settimana scorsa mi sono visto recapitare la lettera dall’INPS dove si evince che la mia nuova percentuale è del 37%.
    In sintesi ho solo diritto alla protesi e non rientro più tra le categorie protette con il rischio di perdere il lavoro per questo.
    Sono a chiederle , come posso chiedere alla commissione di dimostrare il MIRACOLO della mia invalidità e come la stessa possa rigettare un parere medico della commissione precedente.
    Trovo assurdo che un parere medico venga rigettato in presenza di una patologia che esiste sin dall’infanzia, o meglio dalla nascita.
    Gentilmente nel caso desideri fornirmi una delucidazione in merito, anche presso a quale avvocat specializzato su temi delle categorie protette posso rivolgermi.
    In attesa di una Vostra risposta, porgo Distinti Saluti

    • Buonasera.
      La valutazione del 1990 è stata fatta usando le indicazioni del DL 25 luglio 1980, n. 282; invece quella recente secondo le indicazioni del DM 05/02/1992.
      La tabella più recente mediamente è più restrittiva e sostanzialmente esisteva anche una maggiore discrezionalità valutativa.
      Pensi che secondo la tabella del 1980 (QUESTA) per la sordità monolaterale è indicata una fascia di invalidità compresa tra l’11 e il 30%, (quindi si poteva spaziare); invece con la nuova tabella la sordità monolaterale è valutabile il 15%.
      Direi che la nuova domanda è stata un errore.
      Saluti

  2. Salve, ho fatto la domanda per l’assegno ordinario di invalidità con la seguente diagnosi del mio medico curante.
    Da circa 2 anni il paziente ha iniziato a presentare sintomatologia dolorosa a carico della colonna vertebrale, sia in sede cervicale ma maggiormente in sede lombo-sacrale con irradiazione del dolore a carico dell’arto inferiore di destra. Nel tempo sono stati
    effettuati i seguenti accertamenti diagnostici: Rx cervicale e dorso lombare. Rm colonna lombosacrale, 1 Rm rachide cervicale , esame e.M.G. Arti inferiori.
    La visita specialista effettuata dall’ortopedico dott……. refertava quanto segue: il Paziente è affetto da spondilo artrosi diffusa in tutta la colonna in lombosciatalgia dx da radicolopatia l5 s1 dx, in rilievo inoltre ipercifosi dorsale con rettilineizzazione cervicale. Tale quadro clinico determina difficoltà alla stazione eretta e alla deambulazione prolungata.
    Essendo io impiegato in attività di vigilanza notturna e da 2 anni sono lavoratore usurante con dichiarazione annuale al ministero del lavoro in quanto svolgo più di 78 notti l’anno. (150 annue)
    Alla visita medica inps la dottoressa mi diceva che secondo lei era un po’ pochino e’ mi consigliava di non fare subito il ricorso ma farlo con altra documentazione a seguito, altrimenti rischio di perdere solo tempo, Secondo lei si può integrare nel ricorso dell’ altra documentazione per altre patologie non dichiarate alla prima visita in quanto ero in attesa di ulteriori visite mediche e analisi?,. Ho 59 anni e sono dipendente privato con quasi 30 anni di contributi.
    Grazie.
    Cordialità

    • Buonasera.
      Non sono in grado, a distanza e con così poche notizie, di dare un parere sulla congruità di un rigetto della prima istanza.
      Ma comunque è vero che in sede di ricorso si può integrare la documentazione, anzi di solito è molto consigliato. Il ricorso di solito viene espletato con un medico differente il quale, eventualmente, dovrebbe giustificare il cambio di giudizio e questo è possibile soprattutto se il richiedente produce ulteriore documentazione.
      Quindi il consiglio datole dal medico INPS di produrre ulteriore documentazione in sede di ricorso è ottimo.

      Saluti

  3. Dott. Salvatore Nicolosi,
    Buongiorno Dottoressa, volevo sapere se con una patologia di algodristofia al braccio destro e tumore al seno, posso fare domanda per ricevere l’assegno di pensione di invalidità di mobilità.
    Grazie Villa Irene

    • Buonasera.
      Certe valutazione medico-legali sono difficoltose anche dopo aver visitato l’interessato e dopo aver “studiato” la sua documentazione medica.

      Il suo è un caso di questi e quindi a distanza mi è impossibile dare un parere affidabile. Sarebbe come usare una palla di cristallo da indovino, una cosa che non mi è congeniale.

      Saluti

  4. eGREGIO,io venni riconosciuto parzialmente inabile (I.O.)con reiezione dalla totale,feci ricorso online tramite patronato,visita inps rifatta il 13/6/u.s.,presnetanto ulteirori cartelle,nel frattempo avevo nbpco+asma 3° stadio,polinueuropatiamisto assonale con demielinizzazione segmentale,5 polipectomie,depressione endogena media e sospatta churg strauss,ora nel frattempo mi e’ stato dato in cura il gassosso a 2 litri,,la churg strauss acclarata e richiesta di ausilio per la deambulazione,tac presenta una interziopatia polmonare con reliquiati pleurici e presenza di due noduli e la depressione e’ divenuta endogena grave con uso farmacologico cronico,quanto tempo devo ancora aspettae affinche i oloni si decidano?Poi vorrei cgiederle a ottobre mi scadono i tre anni della i.o. la posso ripresentare se qualora non sia stata ancora presa alcuna decisione?E’ se con queste patologie posso aggravare il mio 88% di invali dita’ civile,grazie

    • Buonasera.
      Nella mia città i ricorsi per negato Assegno Ordinario o negata pensione di Inabilità spesso vengono deliberati addirittura dopo 1 anno dalla visita del ricorso, quindi la sua situazione non mi stupisce affatto.
      Se per la scadenza del triennio ancora non c’è stata risposta direi che è assolutamente opportuno presentare la domanda di rinnovo.
      Circa l’opportunità di presentare un’istanza di aggravamento d’invalidità civile, le valutazioni a distanza non possono essere affidabili.

      Saluti

  5. Buongiorno Dottore Nicolasi, volevo chiederle
    mi è stato diagnosticato un’alterazione spondilosiche a carico dei metameri lombari con esuberante osteofitosi e una riduzione dei spazi intersomatici L2 L3 -, L3-L4,L5, S1. Lo psichiatra del cim sindrome ansiosa depressiva, sindrome di depersonalizzazione, disturbo ansioso generalizzato, personalità passivo-aggressiva, volevo sapere se ho diritto alla pensione, e come verrebbe valutata la percentuale con queste patologie?
    distinti saluti,
    Samu

    • Buonasera.
      Per certe malattie la valutazione a distanza è praticamente impossibile e il suo è proprio uno di questi casi.

      Saluti

  6. Buonasera, volevo chiederle se i contributi sono stati integrati al raggiungimento delle 156 settimane si può presentare ricorso alla domanda di inabilità rigettata dall’inps. Grazie

    • Buonasera.
      Le mie competenze sono di tipo medico; il suo quesito è troppo burocratico e non sono in grado di risponderle con affidabilità.

      Saluti

  7. Egr. Dott. Nicolosi buongiorno!
    Sono a chiederLe cortesemente un’informazione per quanto concerne la pensione di inabilità e nello specifico la revoca/cessazione in seguito a recupero delle capacità lavorative con il conseguente accredito dei contributi figurativi per tutto il periodo durante il quale si è usufruito della pensione stessa. Cosa vuol dire esattamente la dicitura: “l’accreditamento è disposto d’ufficio, ma solo se la cessazione del diritto a percepire la pensione di inabilità è provocata dalla cessazione dello stato di inabilità e non per altre cause?”. Più precisamente: quali potrebbero essere le “altre cause?” Grazie per l’attenzione e distinti saluti. Alessandro

    • Buonasera.
      Ad esempio se il soggetto inizia una nuova attività lavorativa, pur in assenza di una precedente revoca dell’inabilità per motivi sanitari.

      Saluti

      • egregio dottore pensione inabilità legge 335/95 x tumore polmonare con asportazione nel 2009 revocata gennaio 2017 perchè l’invalidità civile è scesa all’80% fondo speciale inps ferrovie dello stato oggi 59 anni con 38 di contributi compresi i 8 figurativi non esiste assegno ordinario invalidità nel fondo fs che fare???

        • Buonasera.
          La pensione specifica per i ferroviari è un’arma a doppio taglio.
          Da una parte i requisiti per ottererla sono meno stringenti di quella della Pensione di inabilità chiamiamola “comune”, dall’altra non esiste una alterativa inferiore.
          Alla revoca può essere avanzata opposizione, cioè un ricorso, e poi, se dovesse essere bocciato anche quello, azione legale, con tempi che sicuramente si dilatano.

          Altre vie non ne conosco.

          Saluti

  8. se la CTU viene contestata da una delle parti entro il termine indicato dal giudice tramite deposito di note di contestazione, allora si avvia una ricorso giudiziario nella forma consueta;buona sera volevo chiedere cosa vuol dire ricorso giudiziario nella forma consueta .grazie

    • Buonasera.

      In una prima fase viene effettuato non un giudizio ordinario, ma un “Accertamento Tecnico Preventivo”, abbreviato in ATP, che è una forma di accertamento propedeutico ad un giudizio vero e proprio, in cui viene effettuato esclusivamente un esame della sussistenza del requisito sanitario (è un poco più complicato, ma è per capire). Il giudice nulla fa (o comunque dovrebbe fare) per accertare la sussistenza di altri requisiti, come i limiti di reddito ad esempio.
      Nella giudizio ordinario si hanno diverse udienze, se serve possono essere ascoltati testimoni, il giudice può entrare nel merito di quanto affermato dall’eventuale CTU e anche richiedere un ulteriore parere di altro CTU, vengono effettuate udienze con contraddittori tra le parti, gli avvocati delle parti in questo caso, etc.

      Naturalmente i tempi si dilatano.

      saluti

  9. Egr. Dott. Nicolosi buongiorno;
    sono cortesemente a chiederLe: se una persona (nello specifico una mia zia) con un grado di invalidità del 70%, dovuta ad una mastectomia ai due seni, a cui adesso si aggiunge una aritmia, con annesso pacemacker, potrebbe vedersi aumentare il grado di invalidità (74%) per far si di poter ottenere l’assegno di invalidità civile indipendentemente dalla gravità dell’aritmia? Grazie per l’attenzione e cordiali saluti. Giuseppe

    • Buonasera.
      Non ne posso essere sicuro, anche perchè la mastectomia bilaterale, “a rigor di tabella”, non è valutabile il 70%.
      Evidentemente esiste anche una quota di invalidità per una neoplasia di data probabilmente non recente.
      In tabella:
      9202 CARDIOPATIE CON APPLICAZIONE DI PACE-MAKER A FREQUENZA VARIABILE SECONDO ESIGENZE FISIOLOGICHE 21-30%.

      Quindi se partiamo da 70% la risposta è affermativa, ma se in sede di accertamento la commissione dovesse ritenere di poter “abbassare” la percentuale per la patologia precedente si farebbe uno sforzo inutile.

      A distanza mi è impossibile fare questo tipo di valutazioni in modo affidabile.

      Saluti

      • Gentile Dott. Nicolosi,
        La ringrazio per la risposta. Infatti, come dice Lei, per la mastectomia bilaterale, si tratta di una quota d’invalidità emessa in data non proprio recente, (3 luglio 2007), con dicitura: “INVALIDO ULTRASESSANTACINQUENNE (DD. L. 509/88 – 124/88 – Circolare n.643/98 Min. Sanità) CON DIFFICOLTA’ MEDIO-GRAVI -da 67% a 99%-” (il 70% è scritto a mano). Questa documentazione prevedeva la revisione, sempre scritta a mano, a marzo 2012, ma non è mai stata chiamata e nemmeno lei, mia zia, ha richiesto visita di accertamento e/o di conferma di tutto ciò. Adesso, alla luce di tutto questo e visto la sopraggiunta aritmia, Le chiedo gentilmente, come può comportarsi mia zia? Grazie ancora per la Sua disponibilità, cordialmente, Giuseppe.

        • Buonasera.
          Nella situazione di sua zia esistono diversi problemi:
          1) poichè non è stata effettuata la revisione, non importa per quale motivo, in questo momento quell’invalidità non esiste, cioè sua zia in questo momennto non può essere considerata invalida;
          2) per i soggetti che vengono riconosciuti invalidi successivamente al compimento dei 65 anni e 7 mesi, indipendentemente dalla percentuale riconosciuta, non è prevista alcun tipo di prestazione economice, tranne in caso di riconoscimento di indennità di accompagnamento.

          Un eventuae riconoscimento di invalidità civile potrebbe esserle utile sono per benefici “accessori”, tipo esenzione ticket ad esempio.

          Può consultare questa pagina: http://www.medisoc.it/invalidita-civile/invalidita-civile-i-benefici/

          saluti

          • Egr. Dott. Salvatore Nicolosi buongiorno!
            La ringrazio per la delucidazione e l’attenzione che ha posto nei miei riguardi. Visto il momento, Le auguro buon Natale e buone feste. Cordialmente, Giuseppe

            • Grazie.

              Naturalmente un buon Natale anche a lei e alla sua famiglia.

              Dott. Salvatore Nicolosi

  10. Buon giorno, dott. Nicolosi.
    Le chiedo cortesemente una informazione:
    il lavoratore che intende fare domanda per la pensione di inabilità,
    deve licenziarsi prima della presentazione della domanda medesima oppure può inoltrarla lavorando ancora ed eventualmente licenziarsi solo se la domanda venisse accolta?
    I pareri sono diversi al riguardo ed è importante saperlo, perché se uno si licenzia prima della visita di accertamento rischia poi di ritrovarsi senza lavoro e senza pensione.
    Grazie per la cortese attenzione.

    • Buonasera.
      Se siamo in ambito di lavoratori dipendenti del settore privato o parasubordinato, si può tranquillamente fare la domanda e poi, se dovesse essere accolta, ci si può dimettere. In questo caso la prestazione economica decorrerebbe dal mese successivo alla dimissione.
      Il problema nasce per i lavoratori pubblici per i quali la domanda di inabilità presuppone la dimissione.

      Saluti

  11. Mi scusi dottore forse il mio post l’avrei dovuto mettere nella casella riservata all’assegno ordinario di invalidita’. La prego di rispondermi su questo blog. La ringrazio vivamente.

  12. Egregio dottore, buonasera, quando e’consigliabile presentare l’istanza per il rinnovo dell’Assegno Ordinario di Invalidita’;prima della sua naturale scadenza? Subito dopo la scadenza mensile? Quindi ripresentare il certificato SS3 tramite domanda all’Inps, con le patologie in corso, ben documentate, sia con documentazione con le vecchie patologie di tre anni fa, sia con documentazione aggiornata con le eventuali nuove patologie ben documentate? Ringraziandola per la sua disponibilita’,Le auguro una buona serata.

    • Buonasera.
      La domanda di rinnovo di Assegno Ordinario si deve sicuramente presentare prima della scadenza, ma non molto prima.
      Si deve tenere in conto, infatti, che la visita di solito viene effettuata abbastanza rapidamente e se, malauguratamente, non dovesse essere rinnovato allora l’Assegno verrebbe sospeso dalla data della visita.
      In effetti l’INPS già sei mesi prima della scadenza manda un avviso ricordando che si può presentare la domanda di rinnovo in anticipo ma ritengo sia opportuno non anticipare troppo.

      Alla domanda di rinnovo è indispensabile produrre documentazione aggiornata sulle patologie diagnosticate, anche se a volte può non sembrare logico. Lo so che da certe patologie non si guarisce ma, teoricamente, si può avere un miglioramento dei sintomi e ciò potrebbe indurre il medico INPS a non riconfermare la prestazione.

      Saluti

  13. Buongiorno, percepisco una pensione INPS “ex inpdap” per inabilità al lavoro dal 2011, ex appartenente forze armate. attualmente mi è stato riconosciuto il danno biologico permanente nella misura del 8%, in questi casi è possibile chiedere una integrazione alla pensione o altro? grazie.

    • Buonasera.
      Il danno biologico è una “fattispecie” INAIL per cui dovrebbe avere avuto un risarcimento in capitale.
      A mia conoscenza non sono previsti ulteriori benefici economici, tranne se, non essendo trascorsi i 10 anni se infortunio o i 15 anni se malattia professionale, lei richiede ed ottiene un aumento della percentuale del danno biologico.

      Saluti

  14. Gentile Dott. Nicolosi
    Volevo proporle la mia situazione per avere da lei una opinione a riguardo:
    Ho 52 anni sono lavoratore dipendente con 31 anni di anzianità inps, mi è stata diagnosticata la scorsa estate un edenocarcinoma di livello 4 a un polmone in seguito alle visite INPS mi è stata riconosciuto il diritto alla pensione di inabilità in quanto “inabile con TOTALE e permanente inabilità lavorativa” “100% art 2 e 12 legge 118/71. Situazione grave quindi, però essendo io ALK positivo sto facendo delle cure biologiche che paiono molto efficaci e pure i medici sembrano molto ottimistici. Il quesito è questo : se io accettassi la pensione di inabilità che leggo che “è per sempre” ma allo stesso tempo l’inps puo rivederla in qualsiasi momento, nel caso come naturalmente mi auguro che migliorassi molto e l’inps si sognasse di rivedermi la pensione appunto mi ritroverei senza niente, senza pensione e senza lavoro. Peggio di Fantozzi..
    Spero di essere stato chiaro nell’esporre il mio dilemma.
    La ringrazio molto anticipatamente per l’attenzione

    • Buonasera.
      Nella stragrandissima maggioranza dei casi, quando viene documentato un parziale recupero delle capacità lavorative, l’INPS “trasforma” la pensione di Inabilità in Assegno Ordinario d’Invalidità. Quindi il rateo mensile si ridurrebbe ma non sarebbe una “tragedia totale fantozziana” come giustamente fa notare lei.

      In sostanza il rischio esiste ma è più teorico che reale.

      Saluti

  15. Gentile Dott. Nicolosi,
    Se Tizio muore prima della visita disposta dall’inps ai fini dell’accertamento della invalidità, gli eredi possono presentare la cartella clinica e ottenere la indennità nel periodo tra la domanda e il decesso del defunto?

  16. Buonasera, a un parente è stata riconosciuta la pensione di vecchiaia per malattia inps (invalido 100%), ma deve attendere la finestra di 12 mesi (01/07/2018), nel frattempo può richiedere l’assegno ordinario di invalidità inps e trasformarlo poi in pensione di vecchiaia a luglio 2018?
    grazie.

    • Buonasera.
      A mia conoscenza la risposta è affermativa.
      Ma per maggiore sicurezza dovrebbe porre lo stesso quesito ad un addetto di sportello di un patronato ben organizzato.

      Saluti

  17. Egregio Dott. Nicolosi, vorrei sottoporre alla sua attenzione il caso di mia cognata , già percettrice di assegno ordinario di invalidità ( capacità lavorativa ridotta), abbiamo chiesto inabilità lavorativa e ci è stata respinta. abbiamo fatto domanda di ricorso e siamo in attesa dell’esito , ma ovviamnete sarà un altro diniego.
    L’assegno era stato concesso per ictus cerebrale con residua disartria ed emiparesi sinistra,cardiopatia ipertensiva in paziente con fibrillo-flutter plurirecidivato.
    Per giustificare l aggravamento abbiamo presentato un certificato medico di cardiologo che dichiara classenia 3, un certificato di psichiatra che dichiara sindrome depressiva endoreattiva grave e certificato di neurologo che dichiara deambulazione falciante con trascinamento dell arto inferiore sinistro,emiparesi ed ipertono dellemisoma sinitro,oscillazioni del busto in posizione di Romberg con tendenza alla caduta a sinistra, disatria con impaccio nell’eloquio.
    la mia domanda è questa, abbiamo speranza di adire le vie legali o converrebbe lasciar predere? So che non è facile a distanza e che può dare solo indicazioni generiche ma un suo parere sarebbe prezioso,cordiali saluti

    • Buonasera.

      Il problema a volte nasce proprio dalla documentazione, anche apparentemente probante.
      A volte invece nasce da una incompresibile valutazione al ribasso dell’incidenza funzionale delle patologie da parte di singoli medici delle Commissioni INPS.
      Naturalmente questa è una disamina generica, forse non esattamente aderente al vostro caso, ma proviamo, sempre tenendo conto che a distanza il parere per definizione è inaffidabile.

      La valutazione cardiologica di III classe funzionale NYHA deve necessariamente nascere da dati strumentali e/o semeiologici (cioè evidenziabili con una visita) sostanziali; cioè tale valutazione deve essere fatta anche tenendo conto dei risultati di altri esami strumentali cardiologici, ad esempio ecocolor-doppler cardiaco o prova da sforzo. Altrimenti diventa una valutazione non sostenibile.

      Sulla valutazione neurologica nulla da dire.

      La valutazione neuropsichiatrica può avere anch’essa delle criticità. Ad esempio, ma è solo un esempio, terapia medica inadeguata rispetto alla presunta gravità (poche gocce di valium o 2-3 compresse di tavor e qualcosa per dormire ad esempio); altra criticità potrebbe essere una certificazione redatta sulla scorta di una singola visita psichiatrica effettuata proprio a ridosso della visita di accertamento all’INPS, e questo al di la della serietà dello specialista certificatore.

      In conclusione, però, dando per “buona” tutta la certificazione per come lei mi riferisce, il tentativo del ricorso giudiziario potrebbe andare a buon fine.
      Ma io consiglio sempre di chiedere un parere o comunque farsi assistere da un medico specialista o esperto in medicina legale della zona che potrà consigliare con maggiore affidabilità.

      Saluti

      La certificazione specialistica

  18. Egregio Dr.Nicolosi,perpepisco gia’ assegno di inabilita’ lavorativa,feci ricorso al diniego della pensione di inabilita’,chiamato a visita il 13/6 non ho ancora ricevuto risposta,sul mio fascicolo previdenziale sempre la voce,domanda in lavorazione,i tempi tecnici in quanto consistono?Patologie:BPCO+ASMA 3°STADIO;POLINEUROPATIA MISTO ASSONALE,DEPRESSIONE GRAVE;DERMATITE PSORIOSIFORME;EPATOPATIA CRONICA;SIC;E GASTRITE CRONICA OLTRE ALL’IPERTENSIONE DIASTOLICA

    • Bunasera.
      Se si parla di ricorso al Comitato Provinciale per negata concessione di Pensione di Inabilità i tempi sono generalmente lunghi.
      Pensi che nella mia Provincia si arriva anche ad 8 mesi perchè il ricorso venga discusso dala Commissione, qualche volta fortunatamente di meno.
      Ma non conosco la realtà delle altre Province e quindi non posso darle una risposta affidabile; spero siano più rapidi.

      Saluti

  19. Buongiorno Dott. Nicolosi,
    se la domanda di pensione di inabilità viene accettata dall’Inps ma l’inabile, dipendente privato, viene a mancare prima di essersi potuto dimettere dal posto di lavoro, è da ritenersi comunque valida e reversibile agli eredi, nel mio caso minori? Oppure senza le dimissioni non si perfeziona tale pensione?
    Grazie per la sua attenzione.
    Cordiali saluti.

    • Buonasera.
      Post ripescato oggi dallo spam insieme ad altri 10 che spam non erano; il mio programma è troppo severo.

      Comunque, alla sua domanda non sono in grado di rispondere; le notizie amministrative in questo sito fanno da contorno a notizie e guide di tipo medico e medico legale ad uso non profesionale; queste particolarità non fanno parte del mio bagaglio culturale e quindi non sono in grado di rispondere; sicuramente presso un patronato potrà avere la giusta risposta.

      Saluti

  20. Egregio Dr.Nicolosi
    Sono titolare di pensione di inabilitá dal settembre 2012 e dal dicembre 2012 risiedo all’estero avendo tuttavia lasciato la mia residenza in Italia ed avendo eletto all’estero solo domicilio. Le chiedo :
    In base alla legge 208 del 28 dicembre 2015 e successive modificazioni , eleggendo residenza all’estero , avrei diritto all’applicazione delle detrazioni per carichi familiari per mia moglie che non lavora ?
    Grazie
    Paolo Mancini

    • Buonasera.
      Nel sito sono inserite notizie di tipo amministrativo, ma io sono un medico e quindi, a certi quesiti esclusivamente burocratici, non sono in grado di dare risposte affidabili.
      Saluti

  21. Buon giorno dottore, lavoro all’ASL, sono invalida all’80%, detentrice di legge 104 in situazione di gravità, assunta con la legge 68. Ora la mia condizione di salute è notevolmente peggiorata. Ho solamente 9 anni di contributi. Le pongo il mio quesito: se dovessi presentare domanda di aggravamento e mi venisse concesso il 100% (inabile al lavoro) non potrò più lavorare? Personalmente ci tengo al mio lavoro, vorrei solamente ridurre le ore lavorative compensando il decurtamento dello stipendio con assegno invalidità civile. La ringrazio x la risposta.

    • Buonasera.
      L’invalidità civile al 100% è compatibile con il lavoro.

      Attenzione però ai limiti di reddito (dedi QUI)

      Saluti

  22. Una familiare è stata sottoposta a visita collegiale per il riconoscimento della inabilità. Le è stata riconosciuta una invalidità contributiva, ma non riusciamo ad ottenere copia del verbale. Allo sportello non viene consegnata e nemmeno il patronato è in possesso di una copia. Qual sarebbe l’iter per ottenere la documentazione?

    • Buongiorno.
      Nella pensione contributiva, sia Assegno Ordinario che pensione di inabilità, non esiste un verbale medico.
      Si ha solo la comunicazione di accoglimento o diniego.
      Se serve un verbale per motivi assistenziali, ad esempio esenzione ticket o ISEE o contrassegno parcheggi per disabili o graduatorie case popolari, occorre prsentare istanza di invalidità civile.

      Saluti

  23. Egr. Dott. Nicolosi buongiorno,
    sono a chiederLe per quanto riguarda le risposte per la pensione d’inabilità, a seguito di un ricorso.Dopo aver fatto la domanda per inabilità lavorativa con in subordine l’assegno di invalidità ordinaria, In prima battuta l’inps ha rigettato la domanda , dopo ricorso anche il comitato provinciale ha rigettato la domanda, con l’avvocato è stato fatto un ricorso a cui ho fatto visita al medico legaele.
    C’e’ una tempistica per avere una risposta dal medico legale?, visto che sono passati circa 3 mesi dalla visita e non ho saputo nulla oppure no? la domanda è datata giugno 2015, se mi dovessero concedere l’assegno ordinario di invalidità i 3 anni della scadenza dell’assegno partono dal 2015 o dal momento dell’accoglimento?
    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    • Buonasera.
      Per la tempistica, in genere abbastanza precisa ma a volte con qualche problema, può visionare questa pagina, valida non solo per l’invalidità civile, ma anche per le pensioni contributive: http://www.medisoc.it/invalidita-civile/invalidita-civile-il-ricorso-giudiziario/
      In genere comunque l’avvocato conosce i tempi ed è a lui che occorre chiedere.

      Circa la decorrenza del beneficio, se dovesse essere concessa in giudizio, fa parte anche questa tematica delle competenze del CTU, cioè del medico del tribunale. Il giudice lo incarica sia di dare un parere sul diritto al beneficio sia sulla eventuale decorrenza di tale beneficio; è quindi possibile che, se dovesse essere accolta l’istanza, venga accolta dalla data della domanda o da tempo successivo, addirittura in qualche caso dalla data della visita dello stesso CTU.

      Saluti

  24. Buongiorno,
    le spiego un po’ la situazione venutasi a creare. Sono collaboratrice scolastica dal 1989 e di ruolo dal 1990, compio 52 anni il 16 maggio. Da tre anni siamo in ballo con la prospettiva dell’inabilità definitiva. Tramite medico del lavoro sono stata mandata a visita medica di verifica, dopo giudizi temporanei l’ultimo dell’ospedale militare di Roma, che allego, come giudizio dice, “Non idoneo in modo relativo e permanente a tutte le mansioni del profili d’inquadramento ed equivalenti”. Ora il problema è che essendo inquadrata nel profilo di collaboratore scolastico, potrebbe non esserci la possibilità di cambio mansione, ne superiore, ne inferiore, si potrebbe quindi arrivare al licenziamento per eventuale impossibilità di collocamento in altre mansioni.
    Per il momento io lavoro, anche perchè a causa delle lungaggini delle varie visite a commissione ho superato il periodo di malattia e ho usufruito anche di piu’ di un mese di aspettativa non retribuita. Nel verbale di Roma ci sono delle imprecisazioni, io non ho fatto ricorso per aver l’inabilità relativa alla mansione, ma quella assoluta, l’invalidità civile non è 46%, ma 60% con Legge 104 senza gravità. Ora sono in attesa di essere chiamata dalla Asl perchè è stato richiesto un ulteriore aggravamento di invalidità civile. In internet abbiamo trovato dei decreti dove sono state date pensioni d’inabilità anche in possesso dell’inabilità relativa per mancanza di possibilità di collocazione, che allego. Vorrei sapere come comportarmi e se c’è la possibilità in caso non si possa fare altro, tramite giudice del lavoro o da chi di competenza, fare richiesta per trasformare l’inabilità relativa alle mansioni in assoluta alle mansioni per evitare dopo trent’anni di lavoro il licenziamento per malattia, cosa che mi sembra assurda, in quanto i diritti del malato dove vengono messi?

    • Buonasera
      La pagina corretta dove si parla dei casi come il suo non è questa, in cui si da notizia della pensione di Inabilità per il comparto privato, ma quast’altra: http://www.medisoc.it/invalidita-p-a-inpdap/inpdap-pensione-per-inabilita/
      Mi risulta, salvo errori da parte mia, che in caso di “inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte”, se non viene trovata una mansione coerente con la condizione di salute, non potrà essere licenziata, ma verrebbe collocata a riposo, cioè in pensione.
      Ma sull’ammontare della pensione non godrebbe dell’aumento previsto per i soggetti dichiarati inabili.

      Saluti

  25. Egr. Dott. Nicolosi buongiorno,
    sono a chiederLe per quanto riguarda le chiamate a visita di revisione per la pensione d’inabilità, i medici dell’I.N.P.S. come gestiscono il punto: “valutazione della capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle attitudini dell’assicurato”? Si tiene conto anche dell’età (parlo di un 60enne) oltre al recupero fisico che comunque, visto l’età, non potrà mai essere più quello di prima indipendentemente dall’ex lavoro svolto? Non riesco proprio a capire questo concetto: “capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle attitudini dell’assicurato”. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    • Buonasera.
      In effetti non è semplice.
      Le “occupazioni confacenti alle attitudini” sono le mansioni che il lavoratore esplica abitualmente oppure potrebbe esplicare per letà e le competenze professionali acquisite.
      Semplificando molto, posso dire che il giovane ha capacità lavorative molto ampie, con grandi possibilità di riadattamento a mansioni differenti compatibili con la malattia, quindi il criterio per la concessione è abbastanza severo. Andando avanti con l’età invece la capacità di adattamento si riduce, come dice anche lei, il recupero fisico è meno efficace e molto difficilmente il lavoratore può trovare un impiego in mansioni differenti rispetto a quanto fatto fino ad allora, sempre però compatibili con il suo stato di salute.
      Andando avanti con l’età il criterio per la concessione diventa meno severo.

      Saluti

      • Egr. Dott. Nicolosi buonasera,
        quindi, in linea teorica, è difficile, salvo conclamati miracoli, che il medico dell’I.N.P.S. decida in fase di revisionabilità la non conferma della pensione d’inabilità per i soggetti in età piuttosto avanzata? Grazie ancora per la Sua gentile disponibilità, e cordiali saluti. Alessandro

  26. Buongiorno Dott. Nicolosi
    avrei gentilmente bisogno di una risposta. Il mio compagno a dicembre 2015 ha fatto domanda di pensione ordinaria di inabilità e assegno di invalidità in subordine. La domanda è stata respinta
    e quindi ha fatto ricorso a luglio 2016 con successiva visita ad agosto. Ad oggi non ha una risposta e sono passati sette mesi. Cosa può fare per avere una risposta? la ringrazio anticipatamente .
    Saluti

    • Buonasera.
      Il ricorso per negato Assegno di Invalidità, a rigore, viene fatto al Comitato Provinciale.
      Dpo la visita effettuata successivamente al ricorso tutto il fascicolo viene inviato a questo organo INPS che esamina tutti i ricorsi della provincia. Nella maggior parte dei casi viene confermato il giudizio espresso dal medico INPS in occasione della visita del ricorso, ma può anche sospendere e richiedere nuovi accertamenti o addirittura ne può ribaltare il risultato.
      Ma i tempi per l’esame da parte del Comitato Provinciale sono per lo più lunghi: nella mia provincia andiamo intorno agli 8 mesi.
      Una informazione provvisoria può ottenerla nell’area Sanitaria dell’INPS, dove ha effettuato le visite, circa il giudizio del medico che l’ha visitata in occasione del ricorso.
      Ma i tempi totali per la risposta definitiva sono lunghi.

      Saluti

      • Abbiamo già provato ma senza avere nessuna risposta, ovviamente tramite il patronato che ci assiste, ma niente. La pratica risulta in lavorazione. La provincia è Trieste ma vedo che i tempi sono inspiegabilmente lunghi. La ringrazio per la sua gentilezza.
        Buonasera

        • I tempi del Comitato Provinciale dalle mie parti sono lunghi perchè si riunisce solo poche volte al mese (è capitato che in certi mesi si sia riunito solo 1 volta) e per ogni pratica naturalmente si perde parecchio tempo in discussioni.
          Ma su questo argomento mi pare che nord e sud siano nella stessa barca.

          Solo una precisazione.
          Per i ricorsi, i patronati maggiori garantiscono gratuitamente la presenza di un medico alla visita del ricorso. In questi casi alla fine della visita si stila un verbale che viene firmato sia dal medico dell’INPS che dal medico del Patronato e 1 copia va a ciascuno dei 2. Quindi credo di capire che alla sua visita di ricorso non fosse presente un medico, altrimenti comunque il Patronato avrebbe il verbale.

          Saluti

          • Buongiorno dott. Nicolosi alla visita del ricorso era presente il mio medico legale il quale collabora anche con il patronato ENASC che mi rappresenta , nonostante ripetuti solleciti anche tramite email certificate PEC intercorse tra il mio medico legale e il medico che mi aveva visitato non siamo riusciti ad avere nessuna risposta e nessuna copia del verbale è stata consegnata al mio medico a tutto oggi . Adesso cosa posso fare ? solo aspettare oppure è in essere qualche inadempienza da parte dell’INPS di Trieste ?
            Grazie

            • Buonasera.
              Anch’io sono consulente di un patronato e in collegiale assisto i lavoratori che hanno presentato il ricorso con il mio stesso patronato.
              Alla fine di ogni collegiale il medico dell’INPS della sede della mia provincia stampa un verbale in doppia copia, previsto dal programma telematico che viene usato per registrare la visita, che viene poi firmato da entrambi; uno viene inserito nel fascicolo dell’INPS e l’altro viene consegnato a me per essere portato al patronato.
              Mi sembra strano che a Trieste dopo la visita di collegiale non si firmi un verbale che permette di capire l’orientamento dell’INPS.
              Ma comunque il verbale è un adempimento “provvisorio” in quanto è il Comitato Provinciale che si deve pronunciare in via definitiva e per questo i tempi non sono affatot brevi.
              Devo però dire che in qualche caso di accoglimento del ricorso da parte del medico INPS è accaduto che l’Istituto, in autotutela, ha annullato tutta la procedura di ricorso e ha accolto direttamente l’istanza; un modo burocratico di accelerare i tempi del ricorso senza passare dal Comitato.

              Saluti

  27. Buongiorno Dott. Nicolosi,
    una domanda in merito all’assegno di invalidità Mia moglie, invalida al 75% con assegno e visita di revisione di anno in anno ancora non è stata chiamata per la visita di revisione di quest’anno.
    Sta però percependo mese dopo mese l’assegno. Qualora a revisione dovessero ritenere non abbia più diritto all’assegno o lei non si presenti, può l’INPS chiedere indietro la provvidenza pagata dalla scadenza alla data di revisione?

    • Buonasera.
      Può farlo e lo farebbe sicuramente.
      Ma in questi casi si può richiedere una congrua rateizzazione.

      saluti

  28. buongriono, volevo chiedere consiglio se ripresentare domanda prima della scadenza dell’assegno ordinario di invalidità che percepisco dal 2013, per intervento di mastectomia e svuotamento ascellare, a seguire otto cicli di chemio e 25 di radio. ho avuto gravi problematiche con l’espansore dovuto sostituire per rottura dello stesso e infezione con grossi danni alla pelle. ho effettuato ricostruzione a maggio 2016 con scarsi risultati visto la compromissione della cute. Soffro di linfoedema al braccio operato e sono costretta a portare sia la guaina notturna che la guaina per il giorno, per la terapia ormonale e l’enantone per l’induzione della menopausa (essendo un tumore ormonosensibile al 90%) sono gia in osteoporosi e sono anche sottoposta a cura con Prolia (puntura ogni sei mesi). Le chiedo cortesemente se è consigliabile ripresentare la domanda. Grazie e saluti

    • Buonasera.
      La risposta non può che essere affermativa; rinunciare a priori non mi pare giusto e comunque, se l’istanza dovesse essere respinta non accade nulla.
      Intendo dire che i possibili benefici ottenibili superano di gran lunga i rischi, che in sostanza è solamente quello di pagare il certificato di presentazione senza ottenere il beneficio.
      Ma direi che ne vale la pena.

      Saluti

  29. Dott. Nicolosi vorrei qualche chiarimento per quando riguarda la pensione di invalidita non civile ma quella dei contributi.Per 2 volte mi e stata respinta dal medico dell inps,e tramite patronato abbiamo fatto ricorso e dopo 2 anni mi anno chiamato di nuovo a vista con il mio medico legale e avvocato e un medico nominato dal tribunale,sono stato visitato e portato altra documentazione medica ,e lui a fatto un verbale da consegnare al tribunale.Finita la visita il mio medico legale mi a riferito che la visita e gli accertamenti sono andati con giudizio positivo per avere la pensione o 32 anni di contributi e 58 anni di eta.per favore mi sa dire quando tempo passera per avere una risposta definitiva e se mi arriva qualche documento per sapere se e stata accettata ,e passato un mese dalla visita quando tempo si deve aspettare per percepire la pensione un saluto

  30. Buonasera, dott. Nicolosi,
    vorrei sottoporre alla sua attenzione il caso di mia moglie.
    ha presentato domanda di inbilità con le seguenti patologie:
    -Epilessia parziale con crisi a riferita frequenza settimanale prende( gardenale,Zonegram e Fycompa)
    -Asmatica, con marcato deficit disventilatorio di tipo misto, non reversibilità dopo broncodilatazione per la quota ostruttiva (certificato).
    – Ciliaca
    – Ipertesa curata con cardura patologia non certificata
    – Intervento chirurgico per ascesso polmonare nel 2002.
    – Obesa
    La nostra richiesta è stata respinta e siamo in attesa di lettera da parte dell’ INPS.
    Le chiedo, sussistono le condizioni di inabilità, e il caso di procedere per vie legali o è meglio lasciar perdere.

    La prego di voler attenzionare la mia presente, cordiali saluti

    • Buonasera.
      Impossibile fare una valutazioner corretta a distanza, ma qualche indicazione posso darla.
      Innanzi tutto le ricordo che per la pensione di inabilità è necessario che il richiedente sia impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
      Quindi la celiachia e l’ipertensione a questo fine non mi sembrano significativi.
      Sull’obesità bisogna precisare la sua gravità.
      La diagnosi indicata con termini come “Epilessia parziale con crisi a riferita frequenza settimanale” e similari lasciano spazio a dubbi di veridicità che non permettono una valutazione adeguata.
      Il deficit ventilatorio, provocato dall’asma e dall’intervento chirurgico può essere effettivamente importante, ma non è facile capire quanto incida sulle capacità lavorative (a distanza).
      In ogni caso NON potete procedere immediatamente a ricorso legale; prima occorre che venga effettuato il ricorso amministrativo al Comitato Provinciale e poi, se respinto, si può procedere.
      Il ricorso al Comitato pò convenientemente e senza spese essere ffettuato con l’assistenza di un patronato ben organizzato (INCA, INAS, EPASA, INAC, ANMIL, ITAL, sono solo alcuni che mi vengono in mente).

      Saluti

      • Grazie, dott. Nicolosi
        per le sue preziose indicazioni, seguiremo l’ iter della nostra richiesta,
        e come da lei sugerito ci rivolgeremo ad un patronato.

        cordiali saluti

  31. Buonasera Dottore,volevo chiederle:quanto tempo trascorre dal momento in cui viene presentata la domanda a quello in cui si viene convocati dalla commissione per la visita medico-legale? La ringrazio anticipatamente!

    • Buonasera.
      Questo dipende esclusivamente dall’organizzazione che l’INPS o l’ASL ha nella sua provincia.
      Da me siamo a 2-3 mesi, ma so di realtà molto più veloci.
      Ricordo però che se la patologia per cui si richiede l’accertamento dell’Invalidità è oncologica, cioè un tumore maligno, la chiamata a visita deve essere molto rapida, entro 15 giorni.

      Saluti

  32. Egr. Dott. Nicolosi buongiorno,
    Le chiedevo se una diagnosi di “STIFF PERSON SYNDROME” in variante distonico-discinetica assiale, che condiziona l’interessato con una profonda alterazione del bilancio muscolare paravertebrale, con contratture e componenti chiaramente distoniche, anche con fenomeni prolungati tipo “spasmo” e contrattura rigida tonica dell’asse paravertebrale, documentato anche da un recente studio video-poligrafo, non può dare luogo all’ESONERO DA FUTURE VISITE DI REVISIONE PER APPLICAZIONE DEL DM 2/8/2007 (questa tabella l’ho letta, parla di malattie neurologiche, ma sinceramente non riesco a capire se una situazione del genere può rientrare in quelle “diciture”) anche perché l’evoluzione clinica della malattia purtroppo non prevede possibilità di controllo terapeutico. Il disturbo motorio è presente in modo pressoché continuo durante la giornata e viene solo molto limitatamente dominato dalla terapia (Benzodiazepine ad elevato dosaggio, Baclofen a dosaggio massimo e dosi massicce di tossina botulinica, fino al massimo dosaggio sicuro) rendendolo di fatto fortemente vincolato nella vita quotidiana. Grazie per la Sua attenzione, e in attesa di un Suo cortese riscontro, porgo cordiali saluti. Giuseppe

    • Egr. Dott.,
      ho dimenticato di scrivere che questa patologia neurologica mi impedisce di espletare anche le funzioni più semplici: guidare, fare il bagno, stare seduto a lungo, camminare anche per tratti brevi (pochissimi metri), e mi vincola nel mangiare e mi condiziona ad una postura forzata. Grazie ancora, cordialmente, Giuseppe

    • Buonasera.
      Tutto dipenda da come si guarda questo tipo di patologie.
      Esistono patologie neurologiche degenerative o post-traumatiche o connatali che sicuramente non sono suscettibili di trattamento e neppure è prevedibile in futuro un trattamento efficace e in questo caso è applicabile il DM 2/8/2007.
      Nel caso della sua patologia, a mia conoscenza, si suppone una patogenesi autoimmunitaria e quindi, in via teorica e in un tempo non prevedibile, è possibile che venga individuato un trattamento efficace in grado almeno di ridurre l’incidenza funzionale della patologia.
      Ma poi, considerata la genericità delle indicazioni della legge, esiste anche una notevole difficoltà ad applicarla per certe patologie ed in questi casi le valutazioni delle commissioni non sono uniformi.

      Saluti

      • Aggiungo che questa valutazione sulla non revisionabilità della patologia non implica che la patologia non sia a grave incidenza sulla vita lavorativa e quotidiana.

        • Egr. Dott. Nicolosi buonasera!
          La ringrazio per la risposta e approfitto delle Sue competenze e esperienza per chiederLe gentilmente: quindi se fra 2/3 anni (parliamo in linea teorica naturalmente) ad una revisione per la pensione di inabilità mi venisse riscontrato un miglioramento e mi togliessero la citata pensione, (io al momento dell’inabilità avevo 57 anni e 35 anni di contributi) a 62/63 anni di età che prospettive avrei in campo lavorativo per il raggiungimento dell’età contributiva pensionabile? Credo assolutamento ZERO, considerando l’età e le condizioni fisiche nemmeno al 100%, quale azienda, ditta, si accollerebbe un “soggetto” così debilitato? Le chiedo quindi, considerando che ho 60 anni a giugno 2017, che aspettative potrei avere, aspettare i 66 anni e 7 mesi per una misera pensione? Le faccio presente che ho già subìto una visita a revisione con esito ancora di conferma, e da questo controllo non mi hanno dato/scritto altre date per eventuale visita a revisione. La ringrazio per la disponibilità, e Le porgo cordiali saluti. Giuseppe

  33. Egregio Dott. Salvatore Nicolosi,
    sono a chiederLe cortesemente (io compierei 60 anni a giugno 2017) quando la pensione di inabilità si trasformerebbe in assegno sociale? E poi in termini remunerativi cambia qualcosa? Io adesso percepisco, circa, 1650 euro lordi di pensione di inabilità, con l’assegno sociale la situazione resterebbe la stessa oppure si modificherebbe il trattamento economico? Nel ringraziarla per la Sua disponibilità e gentilezza, Le invio i miei più cordiali saluti. Giuseppe

    • Buonasera.
      Non sono in grado di rispondere al suo quesito
      Anche se nel sito sono presenti contenuti di ordine amministrativo, le mie competenze sono mediche e quindi non sono in grado di dare una risposta affidabile.
      Saluti

  34. Dott. Nicolosi buonasera,
    le volevo chiedere il significato di questa dicitura sul verbale INPS a me recapitato: ESONERO DA FUTURE VISITE DI REVISIONE PER APPLICAZIONE DEL DM 2/8/2007: NO
    ————————————————————————————-
    REVISIONE: NO

    Non capisco se sono esonerato da altre eventuali visite a revisione, oppure no. Lei cosa mi può dire in merito? Grazie e distinti saluti. Beppe

    • Buonasera.
      la dizione “ESONERO DA FUTURE VISITE DI REVISIONE PER APPLICAZIONE DEL DM 2/8/2007” si riferisce ad una normativa che prevede che per certe malatie croniche gravi, sicuramente non suscettibili di miglioramento, non deve essere effettuata alcuna revisione. Nel suo caso la commissione ha deciso che questa normativa per lei non può essere applicata, quindi possono essere fatte revisioni straordinarie.
      Invece non sono previste revisionei ordinarie (REVISIONE: NO).
      In sostanza la valutazione attuale è definitiva e non è prevista una data precisa di revisione, salvo il caso di revisioni straordinarie disposte d’ufficio dall’INPS.

      Saluti

  35. Buonasera dottor Nicolosi, una persona dichiarata inabile da commissione Inps a proficuo lavoro, puo’essere dichiarata inabile al 100%? e a quali agevolazioni ,sia sanitarie, che economiche potrebbe aver diritto? I suoi familiari potrebbero accedere anche alla legge 104/92? Ringraziandola anticipatamente per la sua risposta le auguro una buona serata.

    • Buonasera.
      In via teorica la risposta è affermativa, ma non è affatto automatico.
      Le valutazioni devono essere fatte secondo specifiche regole che sono diverse nei vari ambiti.
      Comunque deve presentare le apposite istanze.
      Saluti

  36. Gentile Dott. Nicolosi,
    in un altro Suo blog (mi scuso, ma non ricordo più dove e quale) Le avevo chiesto chiarimenti a proposito della mia situazione (invalidità civile e pensione d’inabilità) e della pensione di vecchiaia anticipata.
    Alcuni giorni dopo dopo ho chiesto al Patronato vicino alla mia residenza delucidazioni in merito alla citata questione facendo presente:
    ho 59 anni, sono invalido civile al 100% con accompagno e percepisco la pensione d’inabilità lavorativa dal 2013. Al momento del riconoscimento dell’invalidità civile + pensione d’inabilità lavorativa avevo 55 anni con 35 anni di contributi.
    Ho letto/sentito che viene data la possibilità, ai soggetti con invalidità di almeno l’80% (io, ripeto, ho il 100% con accompagno), di andare in pensione (pensione di vecchiaia anticipata) secondo le regole del regime precedente al 1992, quindi a 55 anni per le donne e a 60 anni per gli uomini. Tale possibilità non è stata eliminata dalle previsioni della riforma pensionistica del 2011, la cosiddetta “Legge Fornero”, ma è soggetta all’incremento dell’aspettativa di vita, 3 mesi nell’anno 2015 e 4 mesi nel 2016. L’erogazione è però soggetta ad una finestra mobile di 1 anno. Riguarda tutti i lavoratori con un’anzianità contributiva come lavoratore dipendente di almeno 20 anni oppure di 15 anni se i contributi sono stati versati prima del 31/12/1992; ciò è valido anche se attualmente percepisco la pensione d’inabilità. Il requisito è che si abbia accumulato, come lavoratore dipendente, almeno una certa quantità di contributi.( Al dubbio che io sollevavo a Lei era che non ero più al lavoro e non potessi più chiedere per altre pensioni, Lei mi rispose: “che io attualmente sono un lavoratore inabile, ma sempre lavoratore sono”). Quindi gli ho fatto presente anche questo, sono si inabile, ma sempre lavoratore dipendente, e se nel caso potessi avere il diritto di percepirla. Io al momento ho 59 anni, quindi credo che nel caso se ne parlerebbe al compimento dei 60 anni +7 mesi, poi naturalmente bisognerà valutare i pro e i contro, soprattutto contributivo se conviene.
    Mi hanno risposto che la pensione di inabilità è già una pensione di vecchiaia anticipata, perché viene calcolata in base ai contributi versati + una maggiorazione, quindi non ho diritto ad altre pensioni.
    Volevo chiederLe cortesemente cosa ne pensa Lei Dott. Nicolosi. Grazie comunque per l’attenzione e cordiali saluti. Giuseppe

  37. Egregio dottore buonasera,essendo stato dichiarato inabile al lavoro da una commissione Inps, sto per dare le dimissioni dalla mia azienda,per accedere alla pensione di inabilita’. Pero’ ho qualche timore e le spiego perché: se tra un anno o due l’Inps mi chiamasse a visita,e se le mie patologie fossero migliorate ,io mi ritroverei a 62 anni senza lavoro?,oppure l’Inps mi concederebbe l’assegno ordinario di invalidita’ fino a pensione? Ecco, vorrei gentilmente sapere cosa accadrebbe in caso di revisione positiva tra qualche tempo? A cosa andrei incontro? Potrei rimanere senza assegno, e senza lavoro? Ringraziandola sempre per la sua competenza e disponibilita’,la saluto cordialmente.

    • Buongiorno.
      Innanzi tutto già all’arrivo della comunicazione di concessione dovrebbe essere indicato se è stata predisposta una revisione sanitaria programmata e il mese in cui tale visita dovrebbe essere effettuata, altrimenti può informarsi presso l’area sanitaria della sede INPS che ha fatto la concessione.
      Se non è prevista, molto difficilmente verrà chiamato per controllo.
      Ma nei casi in cui viene effettuata una revisione, soprattutto tenendo conto dell’età e dell’impossibilità pratica di rientrare nel mondo del lavoro per i soggetti con un’età come la sua, è veramente estremamente raro (io mai visto) che in caso di miglioramento non venga almeno trasformato in Assegno Ordinario.
      Ma le ricordo che l’Assegno viene concesso per 3 anni e non fino adetà pensionabile. Potrebbe coincidere scadenza di Assegno ed età del pensionamento, ma viceversa si dovrebbe rinnovare l’istanza.

      Naturalmente in questo discorso entra anche il tipo di patologia o patologie per cui è stato concessa la pensione di Inabilità e a distanza, su questo, mi è veramente difficile dare un parere.

      Saluti

  38. Gentile dottor Nicolosi, la ringrazio per la risposta e mi scuso se ho fatto confusione.
    In realtà mia mamma dal 2007 ha ottenuto l’ assegno ordinario di invalidita’ legge 222 e il medico del lavoro, per la ex legge 626 , ha constatato attraverso la documentazione presentata, le problematiche di mamma ed avvertito l’ azienda delle precauzioni da prendere. Trattandosi pero’ di una piccola azienda e dirigendo l’ ufficio amministrativo da tanti anni, mamma non ha mai creato problemi e non si e’ mai allontanata dal lavoro, neanche per curarsi.
    I problemi sono sorti quando l’ azienda ha cominciato a licenziare.
    Non contenta, l’ ha lasciata sola in amministrazione pretendendo tutto il lavoro da lei con un nuovo contratto part time ( quindi stipendio dimezzato) e orario full time.
    Mamma per anni ha lavorato con i suoi mezzi tiflotecnici ma le posture erano sbagliate comunque.
    Quindi le problematiche fisiche che le avevano fatto ottenere l’ assegno ( ipovisione, schiena, ginocchia) si sono aggravate col tempo e il calo repentino c’ e’ stato negli ultimi mesi di lavoro, sia per lo stress che per i dispiaceri.
    Proprio per l’ aggravamento aveva rifatto la domanda di invalidita’ e cecita’ circa 7 mesi prima del licenziamento, ma in questo periodo la situazione e’ anche peggiorata, ecco perche’ il patronato, sia per le condizioni fisiche che per le difficolta’ in azienda, le ha proposto di inoltrare domanda di inabilita’ anche se era ancora in corso di visita per cecita’.
    Il caso ha voluto che quando e’ stata chiamata a visita per la inabilita’ le hanno fatto fare anche la visita per la cecita’. Le hanno quindi dato l’ inabilita’ e la cecita’ parziale, diminuendo pero’ la percentuale per l’ invalidita’ civile per la quale aveva fatto la visita due mesi prima.
    Questo e’ quello che e’ successo all’ Inps a seguito delle domande presentate.
    Che il lavoro le abbia causato problemi fisici e’ sicuro, anche se non
    ha mai denunciato ne’ fatto istanze e nella scrittura privata sottoscritta al sindacato per patteggiare con l’ Azienda a seguito della contestazione del licenziamento, riporta si un danno biologico ma solo per giustificare l’ assegno extra TFR rilasciato per ” coprire le differenze di stipendio extra busta paga” che avevano in arretrato con mamma e che avevano minacciato di non volerle pagare.
    Insomma, si tratta di una brutta storia,che le ha provocato grandi mortificazioni e sofferenze e certamente un danno biologico, ma sapere di non poter ottenere giustizia o risarcimenti vanifica ancor di piu’ i sacrifici fatti.
    Si e’ rovinata la salute, continua a peggiorare e non puo’ fare nulla.
    Spero solo che non finisca in depressione totale e su una sedia a rotelle, visto che il fisiatra, a seguito di una rx in toto, ha riscontrato che il dislivello alle anche e la doppia s alla schiena e’ peggiorata, tanto che deve mettere le scarpe ortopediche.
    E’ tutto molto triste.
    Grazie davvero e scusi ancora.

  39. Buonasera,
    Sono figlia di una inabile al lavoro di 52 anni.
    Avrei bisogno di un consiglio e non so se rivolgermi ad un medico del lavoro o a un avvocato.
    A seguito di una serie di scorrettezze dell’ azienda dove lavorava mia madre ( che dal 2011 era invalida civile al 67% ed ipovedente grave con verbale dalla commissione ciechi) , ha avuto un aggravamento e a novembre 2013 ha rifatto la domanda per invalidità e cecità ex novo e non l’ aggravamento.
    Purtroppo, mentre aspettavamo di essere chiamati per la cecità ( circa 6 mesi totali ) mia mamma ha avuto un ulteriore aggravamento, ( anche a causa di gravi problemi e pressioni in azienda) e nonostante avesse già passato la visita per invalidità civile (febbraio 2014 per la quale c’e’ stata una diminuzione di percentuale, cioè dal 67 al 50%), dietro consiglio del patronato fece domanda per inabilita'( 15 aprile 2014).
    Le pressioni al lavoro, per vari licenziamenti di colleghi e modifiche di contratti da full time a part time, aumentarono quando anche a mia madre , nonostante le note problematiche documentate dal medico del lavoro dell’ azienda, proposero una modifica del suo contratto da full time a part time, chiarendo che avrebbe dovuto lavorare comunque full time e pagata la meta’ e senza la collega che già era stata licenziata.
    Mia madre resto’ malissimo per queste pretese, anche perché loro sapevano che non stava bene.
    Rifiuto’ e l’ azienda la licenzio’ il 30 aprile 2014.
    Il 3 maggio 2014 arrivo’ il telegramma per passare il 7 maggio la visita per inabilita’.
    Le controllarono la documentazione e la dichiararono inabile al lavoro il 18 maggio 2014 e cieca parziale con la data di novembre 2013 ( data della domanda ) poiché le restava un residuo di 1/30 ad occhio.
    Con l’ azienda, che le doveva molti soldi sia di tfr ufficiale che di nero (che già a gennaio 2014 le anticiparono che non le avrebbero pagato ) ha contestato il licenziamento, perché l’ hanno sostituita pur scrivendo come causa di licenziamento una soppressione del suo settore.
    Quando a maggio fece la visita per l’ inabilita’ non disse che i peggioramenti degli ultimi tempi potevano attribuirsi a tutti quei particolari scabrosi dell’ azienda e solo presentando i dati oggettivi delle cartelle cliniche ottenne l’ inabilita’ e la cecità parziale.
    A seguito della contestazione del licenziamento passarono 6 mesi senza ricevere un centesimo dall’ azienda per cui parti’ un decreto ingiuntivo e alla fine per evitare il tribunale patteggiarono e a mia madre riconobbero quegli arretrati a nero facendoli passare per danno biologico.
    Mi chiedo oggi , ma quel peggioramento e l’ aggravarsi della sua condizione di salute non poteva essere trattata diversamente anche ai fini dell’ importo della pensione di inabilita’?
    Le sono stati riconosciuti i contributi figurativi di ulteriori 9 anni per arrivare a 41 e 3 mesi ma ai fini economici si considerano quelli versati effettivamente pari a più di 30 anni.
    Voglio dire che se dal 67 e’ passata al 100% di inabilita’ non si poteva sperare in una rendita?
    Il patteggiamento effettuato presso il sindacato prevede per gli extra un rimborso per danno biologico, ma non credo sia intervenuta l’ Inail, perché l’ assegno e’ stato emesso dall’ azienda e solo per ufficializzare l’ uscita hanno scritto che erano stati versati come danno biologico, ma il danno c’ e’ stato realmente e oggi penso che non sia stata seguita come avrebbe dovuto essere, ricevendo un danno ancora più grave, perché oggi risulta inabile al lavoro al 100% ma invalida civile al 50% nonostante i continui aggravamenti.
    Pensa che sia stata valutata in maniera corretta? Potrebbe richiedere una rendita per danno biologico dall’ Inail nonostante siano trascorsi 2 e 3 mesi dall’ inabilita’?
    Forse sono io che non capisco come funziona con i disabili.
    Grazie per l’ aiuto.

    • Buonasera.
      Le fa un pò di confusione tra invalidità civile ed invalidità contributiva, ex legge 222/84.
      Innanzi tutto:
      1) la pensione contributiva di inabilità (inabile al lavoro 100%) INPS è incompatibile con l’attività lavorativa e quindi se fosse stata reintegrata non avrebbe percepito questa pensione;
      2) invece l’Assegno Ordinario d’invalidità, anche questo previsto dall legge 222/84 (riduzione di 2/3 di capacità lavorative …) è compatibile, ma a quanto ho capito non era questo il beneficio concesso.
      Con il 100% di invalidità civile spetta una pensione di inabilità differente da quella contributiva, ma solo se il reddito è stato inferiore a circa 16.000 euro nell’anno precedente; ma lei ogni tanto passa da invalidità contributiva, l’inabilità, ad invalidità civile che lei dice essere passata al 50%.
      In realtà in invalidità civile, se è stata riconosciuta la cecità parziale, non si valuta il deficit visivo in quanto non può avere due benefici per la stessa menomazione e quindi il 50% è stato concesso “a prescindere dal deficit visivo”.
      Nell’invalidità contributiva ai sensi della legge 222/84 invece si valuta interamente la condizione invalidante e, considerando anche il deficit visivo, è stata riconosciuta la totale inabilità.

      L’INAIL nel suo caso non ha avuto alcun ruolo, anche perchè interviene solo se il lavoratore fa una specifica istanza di riconoscimento. Nel suo caso dovrebbe dimostrare che la patologia è insorta a causa delle avverse condizioni di lavoro e durante suo lavoro. L’onere della prova è suo, cioè sua madre dovrebbe dimostrare che l’azienda, con il suo comportamento, ha creato le condizioni per l’insorgenza di una patologia (che però lei non ha specificato).
      Il suo è un caso complesso che però può essere dipanato solo da un medico specialista o esperto in medicina legale, in carne ed ossa, che possa valutare tutta la documentazione. A distanza, oltre a questo non saprei che dirle.

      Saluti
      Lassegno o

  40. Buonasera dottor Nicolosi, sono stato riconosciuto inabile da maggio 2016, e per il momento in subordine l’Inps mi ha concesso l’assegno ordinario di invalidita’ fintanto che io smetta di lavorare,la mia domanda e’; quanto tempo ho per dimettermi dal mio lavoro per potere avere la pensione di inabilita’? Un mese due,sei mesi , un anno? Oppure volendo potrei optare per ‘assegno ordinario di invalidita’fino a scadenza? Ed a cosa andrei incontro sia in positivo che in negativo? Io ho 60 anni e tra 4 anni potrei andare in pensione di anzianita’. Ringraziandola anticipatamente per la sua gentilezza e competenza le auguro una buona serata.

    • Buonasera.
      Il suo è un quesito burocratico molto particolare che va oltre le mie competenze, fondamentalmente di tipo medico.
      Non sono in grado di darle una risposta affidabile.

      Saluti

  41. Buongiorno Dott. Nicolosi
    grazie della risposta, se non Le reco fastidio le faro’ sapere
    come va a finire????
    Grazie di cuore
    saluti

      • Buonasera Dott. Nicolosi,
        come Lei prevedeva la mia pensione d’inabilità mi è stata accolta, l’unico dubbio che mi rimane è che io sapevo che la revisione prossima era tra tre anni, invece loro dell’inps me l’hanno fissata ad Agosto 2017.
        Come sempre la ringrazio vivamente, e le auguro una buona giornata
        saluti
        P.S.
        Vi sottopogo un quesito per quanto riguarda l’invalidita’ civile – cecità , vado sul motore di ricerca.

        • Buonasera.
          Evidentemente il medico INPS pensa che tra 1 anno potrebbe cambiare qualcosa in meglio, o sul lato sanitario o sul lato economico.
          A volte però si tratta solo di protocolli che vengono imposti dall’alto e che devono rispettare.

          Saluti

          • Buongiorno Dott. Nicolosi
            le vorrei chiedere una cortesia e se mi puo’ dare una risposta ,da premettere che Lei e un Dottore e non un avvocato, ma leggendo le risposte di altri quesiti vedo che Lei consiglia sempre nel senso giusto.
            Comunque volevo chiederle: io sono disoccupato ho 52 anni sono titolare di pensione d’inabilita’ dall’agosto 2013 con revisione ad agosto 2016.
            Ho inoltrato la domanda di revisione il 24 Giugno 2016 questa è stata lavorata ed e terminata il 15 Luglio 2016 con accoglimento della stessa. Ma il quesito che le chiedo è normale che il rateo di Agosto 2016 non mi è pervenuto, ho sbagliata in qualche passaggio. Il patronato telefonicamente mi dice di aspettare, ma non vorrei che dovevo inoltrare la domanda in anticipo.
            La saluto vivamente

            • Buonasera.
              Si tratta di un problema di tempi di lavorazione.
              Succede anche dalle mie parti.
              Prima viene lavorata la pratica “nuova” e poi quella che riguarda gli “arretrati”.
              Tecnicamente, per il sistema informatico, evidentemente agosto risulta come arretrato e quindi viene lavorato successivamente … con buona pace per chi con quei soldi ci campa in quel mese.
              Il patronato ha ragione, bisogna aspettare … ma trovo che sia scorretto.

              Saluti

  42. Buongiorno Dott. Nicolosi,
    controllando nel sito dell’inps ho costatato che la mia posizione e stata chiusa il 15/07/2016 (revisione pensione d’inabilita’) con esito scrivo testualmente: accolta senza emissione di elaborati.
    Le chiedo secondo la sua esperienza cosa vuol dire.
    Grazie anticipatamente, e le auguro una buona giornata.
    saluti

    • Buonasera.
      Potrebbe significare che è stata confermata senza la produzione di un verbale di visita (potrebbe!).
      Il burocratese spesso è ostico anche per me.

      Saluti

  43. Buonasera Dott. Nicolosi
    Le volevo porre un quesito,ho un pensione di Inabilità con decorrenza Agosto 2013, ho presentato domanda di revisione trascorsi tre anni,ed l’Inps mi ha chiamato a visita il 08/07/2016, la domanda che le vorrei porre e questa: se l’inps dovesse darmi parere favorevole, dopo avermi visitato e visionato tutta la documentazione che gli ho sottoposto, vuol dire che la prossima revisione e fra tre anni? cioe’ nel 2019 o possono mandarmi a visita a suo parere anticipatamente e se si per quali motivi. Per precisione sono stato sottoposto a intervento di nefrectomia rene dx per carcinoma a cellule uroteliali.(neoplasia renale) Maculopatia occhio dx, 1/30 occhio sx 8/10, atrosi polidistrettuale,
    La ringrazio anticipatamente x la risposta
    Cordiali saluti

    • Buonasera.
      La scadenza naturale è a tre anni, ma se lei continua a lavorare l’area amministrativa segnala ciò all’area sanitaria predisponendo una revisione anticipata; non è detto però che una revisione anticipata porti alla sospensione dell’Assegno, può benissimo essere confermato.

      Saluti

  44. Ancora un quesito dottore: dopo un rigetto da parte dell’inps ad un ricorso per il riconoscimento di assegno di inabilità lavorativa, quanto tempo deve trascorrere prima di rifare una nuova domanda?

    • Non c’è un tempo minimo prefissato; se cambia qualcosa come peggioramento delle condizioni di salute, si può ripresentare l’istanza anche il giorno dopo il rigetto.

      Saluti

  45. Gentilissimo Dott.Nicolosi, ho fatto richiesta in settembre 2015 di pensione di inabilità ed in subordine assegno ordinario di inabilità al lavoro, in Ottobre mi hanno sottoposto a visita all’Inps e dopo una ventina di giorni mi hanno comunicato che la pratica era stata rifiutata. Ho presentato ricorso e sono stato convocato a visita all’Inps il 10 dicembre 2015, Mi hanno detto di attendere una loro comunicazione in merito. Ad oggi 6 luglio 2016 non ho ancora ricevuto risposta, preciso che ho cercato di informarmi all’Inps e mi hanno risposto di attendere perchè il comitato medico che esamina i ricorsi si riunisce pochissime volte all’anno. Mi consiglia cosa fare? Grazie

    • Buonasera.
      Questa notizia del Comitato Provinciale che ha ritardi biblici non mi stupisce affatto; nella mia città dopo la visita del ricorso attendiamo almeno 8 mesi prima di avere una risposta.
      Si può accelerare, facendone richiesta, se susssistono gravi motivazioni di salute o economiche.
      In un’unico caso seguito da me, siamo riusciti ad accelerare l’iter informando il Comitato Provinciale che ormai il lavoratore era costretto a vivere con i pasti della Caritas in una roulotte senza luce né acqua … ma è stato un caso sporadico.

      Saluti

  46. Gentilissimo, vorrei da Lei un parere visto la sua competenza,ho fatto domanda anticipata pensione di vecchiaia per motivi salute.ho subito trapianto cornea,annessiectmomie e colicisti ,ho depressione cronica in cura con farmaci,ginocchia senza v cartilagine ,se mi affatico mi sento male in cura per neuropatia.ho fatto. Due volte domanda anche con certificato ospedale igiene mentale e mi è’ stata rifiutata. Ho 60 anni e grazie a mio marito sono curata.sono delusa perché’ tante cose ingiuste o mi sbaglio. Grazie

    • Buonasera.
      Non è affatto semplice anzi è impossibile, per casi così complessi fare una valutazione a distanza.
      Però è meglio sgombrare il campo da cose inutili.
      La colecistectomia, in assenza di complicanze importanti non è considerata invalidante e quindi non viene neppure valutata..
      Il trapianto di cornea viene valutato come esiti, cioè si valuta l’eventuale perdita di vista, naturalmente dopo opportuna correzione con lenti.
      L’isterectomia, tranne complicanze tipo incontinenza urinaria, a 60 anni non è considerara meritevole di valutazione significativa.
      Sulle ginocchia non sono in grado di fare una valutazione, ma la commmissione valuta la possbilità di muovere le ginocchia ed eventuali alterazioni della deambulazione.
      Con il termine “neuropatia” si intendono tante cose, ma non basta che lei dica che “si affatica”; occorre documentare con opportuni esami la gravità della neuropatia e possibilmente anche la causa.
      In genere le depressioni, tranne le psicosi depressive, non sono valutate in misura superiore al 25-30%.

      Solo un medico in carne ed ossa, specialista o esperto in medicina legale può darle un parere affidabile.

      Saluti

  47. Gentile Dott.Salvatore Nicolosi,
    nel precedente post ho erroneamente scritto che la revisione per l’invalidità l’ho effettuata l’11 maggio 2016, ma in realtà è stata fatta l’11 aprile 2016. Scusandomi per l’errore, Le rinnovo i miei più cordiali saluti. Giuseppe

    • Buonasera.
      La dicitura di: “non più revisionabile per applicazione del DM 2/08/2007” sta proprio ad indicare questo: lei non deve essere più sottoposta alle revisioni periodiche in quanto la sua patologia non è passibile di miglioramento.

      In questi casi l’unica possibilità di revisione sarebbe un controllo a seguito di situazioni particolari, tipo segnalazioni alla magistratura e similari.

      Saluti

      • Gentile Dott. S.Nicolosi,
        La ringrazio per la risposta e approfittavo della Sua gentilezza per chiederLe se la non revisionabilità vale anche per la revisione per la pensione d’inabilità, o questa viaggia su altri “binari”?. Perchè se è vero che quella dicitura (non più revisionabile) ce l’ho sul verbale per l’invalidità civile, per l’inabilità sul lavoro dopo la revisione effettuata a marzo 2015, non ho ricevuto più nulla. La conferma della continuazione della citata pensione l’ho avuta solo perché ho notato che gli accrediti della pensione sono continuati sul conto corrente, ma, ripeto, dall’INPS non ho ricevuto più nulla di cartaceo per quanto riguarda la pensione d’inabilità. La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti. Giuseppe

        • Buonasera.
          Per la pensione d’inabilità “contributiva” le norme sono differenti.
          Ma sostanzialmente da un lato è “per sempre”, cioè il lavoratore inabile non deve presentare domande per rinnovo, dall’altra è facoltà dell’INPS fare delle revisioni. Naturalmente è una possibilità che non è detto che l’INPS, nella persona dei suoi medici, voglia sfruttare.
          Se le patologie all’epoca del riconoscimento sono tali da non essere possibile un miglioramento, allora il medico INPS nel suo verbale indica che non è necessaria una revisione in futuro. In qualche caso l’INPS controlla i verbali dell’invalidità e prende spunto per le sue decisioni anche da situazioni come la sua, affetto da patologia a grave incidenza funzionale, inemendabile e non revisionabile.

          Saluti

          • Gentile Dott. Salvatore Nicolosi,
            La ringrazio per la tempestiva risposta e Le auguro una buona serata. Cordialità, Giuseppe

  48. Buongiorno gentile Dott. Salvatore Nicolosi,
    ho 59 anni, sono da maggio 2013 invalido civile al 100% con “accompagnamento” per via di una malattia neurologica (con revisione a maggio 2016) e percettore della pensione d’inabilità da marzo 2013 con revisione (come scritto da primo verbale) a marzo 2015. La revisione per l’inabilità lavorativa fatta a marzo 2015 ha dato nuovamente esito di conferma, (ma da parte dell’INPS non mi è arrivato nessun tipo di verbale cartaceo sulle modalità o tempi di una ulteriore revisione) così come la revisione per l’invalidità civile, però qui, dopo essere stato a visita di controllo per la revisione l’11 maggio 2016, il verbale mi è arrivato con la dicitura di: “non più revisionabile per applicazione del DM 2/08/2007”. Le chiedevo in base alla Sua esperienza professionale se è vero che l’INPS non è tenuta a mandarmi risposte per la conferma della pensione d’inabilità ed eventuali date di revisione e se potessi essere ancora soggetto a nuove revisioni, considerando il fatto di malattia stabilizzata, non più revisionabile per l’invalidità civile e senza possibilità di controllo terapeutico. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti. Giuseppe

  49. Dimenticavo di dire che ho 60 anni e che all’epoca (2006) il patronato mi disse che mi avrebbero riconosciuto 10 anni anticipatamente al raggiungimento dell’età pensionabile (contributi figurativi/o anzianità se non sbaglio)
    La ringrazio nuoavamente per la risposta

  50. Sono solo al mondo, Ho una pensione di inabilità dal 2007 dopo 30 anni di lavoro contributivo all ‘ENEL, per ragioni psichiche e di disadattamento all’ambiente lavorativo, regolarmente verificate e certificate. Chiedo se posso espatriare all’estero per condurre una vita più semplice ed alla mia portata, e se questo mia particolare posizione, non comporta decurtazioni come proporrebbe il presidente dell’inps Tito Boeri.
    La ringrazio per la risposta

    • Buonasera.
      Sono spiacente, ma il suo quesito verte su argomenti di tipo burocratico che non fanno parte del mio bagaglio culturale. Non sono in grado di darle una risposta affidabile.

      Saluti

  51. La ringrazio. Perciò, ferme restando le condizioni sanitarie, questa pensione di inabilità durerebbe per sempre, anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile? Grazie della cortesia!

  52. Gent.mo Dott. Nicolosi, sono dializzata con altre patologie e vorrei chiedere la pensione di inabilità ed in subordine l’assegno ordinario di invalidità. ma mi è venuto un dubbio: la pensione di inabilità viene a scadere al compimento dell’età pensionabile o è “a vita”, ferme restando naturalmente le condizioni sanitarie,? perchè se poi fossi obbligata a chiedere la pensione di anzianità o l’assegno sociale, non avrei i requisiti né per l’uno né per l’altro…e rimarrei senza niente. perciò mi converrebbe lavorare ancora per raggiungere almeno i 20 anni di contribuzione. Che ne pensa? grazie

    • Buonasera.
      Fermo restando che secondo la mia esperienza ai dializzati da me seguiti è sempre stata concessa la pensione d’inabilità, e sicuramente non per una particolare simpatia dei medici dell’INPS nei miei confronti, a mia conoscenza il periodo di inabilità è valido come contribuzione figurativa, come infatti previsto dal comma 4 dell’art. 4 della legge 222/1984,.

      Saluti

  53. Buonasera Dott. Nicolosi, ho fatto visita in seguito a ricorso per la pensione di inabilità c/o Inps con il Medico Legale del Patronato che mi assiste. La visita è andata a buon fine, in quanto hanno accolto il ricorso. Dal 4 Settembre 2015, non ho più avuto notizie da parte dell’Ente. Il 19 Ottobre 2015 nella mia pagina Inps a cui accedo, risulta Attività Completata, ma nessun altro comunicato. Quanto tempo ha l’ Inps per rispondere al ricorso? Percepisco una pensione di invalidità di 279€ mensili, mi verrà tolta? Successivamente potrò fare richiesta di pensione anticipata? Ho 64 anni compiuti e 38 anni di contributi versati, sarò in mobilità fino al 06/2016

    • Buonasera.
      l’INPS si prende i suoi tempi, a volte scandalosamente lunghi; per un caso visto da me oggi siamo con il ricorso ancora fermo al Comitato Provinciale dopo la visita in novembre 2014 … ma questo dipende dalla provincia.

      Circa gli altri quesiti sono veramente di tipo burocratico e in assenza di documentazione mi è difficile rispondere.

      Saluti

  54. Buona sera dottore, con la presente chiedo gentilmente, di volermi aiutare a comprendere il seguente quesito:
    Posso richiedere la pensioni di inabilità ? Se sìiiii. che condizioni
    – ho 58 annui compiuti a luglio 2014
    – ho 39 anni continui di contributi finiti a settembre 2014
    – ho una invalidita’ civile riconosciuta dall’inps pari al 75%
    – sono nato nel 1957
    Ringrazio per la Sua ge

    • Buonasera.
      Lei sembrerebbe avere i requisiti amministrativi, ma la pensione di inabilità, dovrebbe averlo letto in questa pagina, presuppone che lei non sia in grado di svolgere alcun lavoro e spesso ciò è di difficile dimostrazione.
      Meglio provare comunque con istanza di pensione d’inabilità, ma anche, in subordine, di Assegno Ordinario d’Invalidità. Per quest’ultima i requisiti sono più “leggeri” e potrebbe essere più facile ottenerla.
      Saluti

  55. Salve,mio maritoin seguito ad un infarto percepisce l’assegno di inabilita’ . Ha diritto anche all’assegno di invalidita’? La ringrazio anticipatamente.

    • Buonasera.
      Se per assegno di invalidità intende l’Assegno Ordinario di Invalidità, la risposta è negativa; o l’uno o l’altro.

  56. Mio fratello dal 1 ottobre 2014,è stata sospesa la sua pensione di inabilità lavorativa dopo tre anni lui è preoccupato perché ha la distrofia muscolare non può operare per colecisti perché il suo medico chirurgo ha detto che non se la sente di operare per molti motivi e ha detto che ha una suo rischio di morte alla 80%.cammina con le sue stampelle e cade alle volte.mi potete aiutare che fine hanno fatto la sua richiesta.

    • Buonasera.

      Da un punto di vista pratico ovviamente non posso aiutarla, visto che siamo in città diverse. Posso solo darle dei consigli.

      Bisognerebbe capire perchè è stata sospesa.
      Se perchè,a parere dei medici INPS, le sue condizioni sono migliorate, allora si deve presentare un ricorso amministrativo per il quale ha comunque bisogno di assistenza.
      Questi ricorsi vengono presentati gratuitamente dai patronati meglio organizzati oppure, se preferisce, può rivolgeri ad un medico esperto o specialista in medicina legale che potrà avviare correttamente tutto l’iter per il ricorso (in questo caso però a pagamento).
      Nel caso si rivolga ad un patronato, sarà il consulente medico del patronato stesso a valutare la sua documentazione e a consigliarla sulla eventuale necessità di integrarla con nuovi accertamenti specialistici

      Saluti.
      Dott. Salvatore Nicolosi